| |
|
| |
|
|
| |
|
|
a cura di Sergio Rotino
Quello che c’è tra di noi
Storie d’amore omosessuale
Descrizione:
La raccolta che state per leggere parla di amore omosessuale.
Ripeto il concetto di amore (sostantivo) e il concetto di omosessuale (aggettivo), perché è in questo accostamento che si differenzia dalle altre.
Non è un’antologia di racconti gay, quanto piuttosto una raccolta di autori disparati chiamati a confrontarsi col tema dei sentimenti gay.
Va anche detto che il tema scelto è di quelli infidi e scivolosi, perché l’amore è fatto di quotidianità, di piccoli gesti, di banalità divise per due. Niente di esaltante da un punto di vista letterario, ma fondamentale dalla prospettiva personale perché è proprio in queste piccolezze che molti di noi trovano una componente essenziale della propria vita.
Matteo B. Bianchi
Racconti di Alessio Arena, Valerio Bartolucci, Fabio Casadei Turroni, Gabriele Dadati, Andrea Demarchi, Giovanni De Rose, Sara Durantini, Eliselle, Elisa Finocchiaro, Elisa Genghini, Luigi La Rosa, Elisabetta Liguori, Francesco Locane, Teo Lorini, Vanessa Picciarelli, Flavia Piccinni, Giovanni Ragonesi, Francesca Ramos, Luca Ricci, Alice Suella.
Argomento: Narrativa
Collana: Fuori Collana
Anno 2008, 216 pagine -
€ 15,00 -
ISBN: 978-88-6266-023-5
Note: Introduzione di Matteo B. Bianchi
|
Sergio Rotino è nato nel 1958. Vive e lavora a Bologna. Giornalista, editor e critico letterario, si occupa della nuova narrativa italiana. Ha curato vari libri (l’ultimo, Resistenza60, per Fernandel nel 2005) e suoi testi sono presenti in antologie e riviste anche straniere. È docente di scrittura creativa, appassionato di fumetti, ha sceneggiato alcune storie di Conan il barbaro.
INCIPITDi cosa parliamo quando parliamo d’amore
La raccolta che state per leggere parla di amore omosessuale. Ripeto il concetto di amore (sostantivo) e il concetto di omosessuale (aggettivo), perché è in questo accostamento che si differenzia dalle altre. Non è un’antologia di racconti gay, una definizione che convenzionalmente indica i testi di un gruppo di autori omosessuali sui temi più disparati, quanto piuttosto una raccolta di autori disparati chiamati a confrontarsi col tema dei sentimenti gay. Un procedimento quasi inverso, dunque, e che prescinde dall’orientamento degli scrittori coinvolti. Va anche detto che il tema scelto è di quelli infidi e scivolosi, perché l’amore è fatto di quotidianità, di piccoli gesti, di banalità divise per due. Niente di esaltante da un punto di vista letterario, ma fondamentale dalla prospettiva personale perché è proprio in queste piccolezze che molti di noi trovano una componente essenziale della propria vita. E la sfida per l’autore è proprio quella di confrontarsi con queste storie minime ma altamente significative per chi le sperimenta sulla propria pelle. Ecco allora che in questo libro incontriamo coppie che preparano pranzi per i genitori come offerta di conciliazione, giovani che accompagnano l’amica del cuore in vacanza ma con l’ansia di ritrovare l’innamorato al ritorno, uomini che scrivono lettere agli amici lontani, due ragazze che si amano fra gli scaffali delle biblioteche e vicini di casa che si scambiano di appartamento nella speranza di alleviare i propri dolori in una cornice differente. Accanto a queste vicende però scopriamo, a sorpresa, che questo libro parla anche di morte. Continuamente. Ci sono suicidi, funerali, morti ammazzati, lunghe malattie irreversibili, attentati annunciati, violenze quotidiane. In un paese come il nostro, nel quale nessuna coalizione politica abbia mai avuto il coraggio di esporsi in maniera chiara e inequivocabile a favore dei diritti degli omosessuali, nel quale non c’è settimana senza che un prelato non lanci condanne nei confronti della comunità omosessuale e nel quale, con un’operazione linguistica arbitraria e spregevole, è ormai passato il concetto che gay e famiglia siano termini contrari e in guerra fra loro, in questo paese dunque, temo sia indicativo il fatto che molti degli autori abbiano sentito l’impulso di utilizzare la tragedia per riscattare la moralità dell’amore omosessuale. Perché è nel dolore che torniamo a essere tutti uguali. Oddio, mi viene pena da solo per aver scritto quest’ultima frase. Ancora a questo stiamo? Alla scena finale di Philadelphia con il filmino in super-8 in cui i bambini sono bambini, non c’è nessuna differenza, hanno tutti lo stesso diritto di vivere appieno la vita, di godere della felicità? Ma erano gli anni Ottanta. Sono passati due decenni. Davvero l’Italia è ferma là? Sì, signora mia, ho paura di sì. Faccia ciao con la manina al resto del mondo che ci sta superando in corsa. Non credo sia un caso che tanti autori abbiano sentito questa esigenza di pathos. È uno dei compiti della letteratura registrare i sentimenti e le ansie contemporanee. Ed evidentemente questa è l’aria (malata) che si respira. Oh, ma non spaventatevi. Questa è solo una delle tante letture possibili. Nel caso specifico, la mia. Tuttavia ho sempre considerato le antologie l’equivalente letterario della lotteria. Molte voci, molte interpretazioni: alcune ci convincono, alcune ci deludono, alcune arrivano anche a infastidirci, alcune ci sembrano splendide e illuminanti. Non sai mai cosa ti riserva il prossimo racconto. E il bello a mio avviso è proprio in questo movimento oscillatorio, questo confronto continuo con opinioni diverse. Coraggio, è il vostro turno. Allungate la mano e pescate.
Matteo B. Bianchi
Recensioni
|
L'amore omosessuale nella sua "normalità", di Enzo Mansueto
Se decidessimo che questa antologia è davvero «particolare» tradiremmo lo spirito che l’ha ispirata, e cioè l’idea di normalizzare, non nel senso politicamente corretto di renderlo paritariamente accettabile, bensì nel senso dello sforzo di narrare l’amore tra individui dello stesso sesso come esperienza esistenziale completa e complessa, capace di focalizzare gli elementi quotidiani minimi e le sfumature sentimentali dell’amore in sé, al di qua di ogni instabile definizione di genere e al di là della nuda fisicità. Insomma, più che di rivendicazione di differenze, qui ci troviamo di fronte, in sostanza, ad un esercizio di stile narrativo. Il curatore Sergio Rotino ha proposto a numerosi autori, per lo più dell’ultima generazione, di confrontarsi con tale sfida. Non si tratta quindi di racconti di omosessuali o di narrativa dichiaratamente omosessuale, ma appunto di un’antologia a tema. Introdotti da Matteo M. Bianchi, trovano qui spazio ben venti racconti di altrettanti autori. Tra questi, anche le pugliesi Elisabetta Liguori, Vanessa Picciarelli e Flavia Piccinni.
|
|
I segreti degli editori, di Mario Cirrito
Una comunione di narratori celebrano solennemente, in occasione del Gay Pride nazionale, l’amore omosessuale. Quello che c’è tra noi – Storia d’amore omosessuale, Manni Editori, pp.216, è un libro che riesce ad allungare le mani verso i sentimenti, ne sente il ruvido e il morbido e portandoli al cuore ne lascia sfuggire stille per altri cuori. Raccontano passioni soffocate in una terra avara come l’Italia su diritti e tutele omosessuali. Gli autori, tutti italiani, ci raccontano in scrittura la loro e nostra disperazione del nulla. Solo l’amore, per fortuna, rimasto a guardia della nostra vita. Scrive Matteo B. Bianchi: “è compito della letteratura registrare sentimenti e ansie contemporanee”. Bravi tutti; tra i tanti che ci regalano una storia il nostro stimato corrispondente dagli Usa, Valerio Bartolucci. Giudizio: Indispensabile
|
|
Giada e Marta, un improvviso colpo di fulmine, di Rossano Astremo
C’è una considerazione condivisibile che fa lo scrittore Matteo B. Bianchi nell’introduzione a “Quello che c’è tra di noi”, l’antologia pubblicata di recente da Manni, curata da Sergio Rotino, che riunisce venti racconti aventi come tema storie d’amore omosessuale: “Ho sempre considerato le antologie l’equivalente letterario della lotteria. Molte voci, molte interpretazioni: alcune ci convincono, alcune ci deludono, alcune arrivano anche ad infastidirci, alcune ci sembrano splendide e illuminanti. Non sai mai cosa ti riserva il prossimo racconto”.
Quello che c’è tra di noi, pubblicato a due anni di distanza da un’altra operazione simile compiuta da Manni con il volume Gay everyday”, che si distingue dal presente per il maggior spessore “politico” dei contenuti, non è esente dal giudizio di Bianchi sul senso di operazioni editoriali quali quelle delle antologie. Si parla di sentimenti, di rapporti d’amore tra individui dello stesso sesso, della difficoltà di viversi e di vivere simili relazioni in un paese così avaro sui diritti e sulle tutele degli omosessuali, si raccontano storie che hanno come protagonisti coppie di uomini e coppie di donne, scritte da narratori e narratrici omosessuali e narratori e narratrici eterosessuali, tutti diversi per stile e contenuto, alcuni, ovviamente, più apprezzabili, altri meno.
Citiamo quelli che più ci hanno positivamente colpito. In Il sospetto Elisabetta Liguori racconta con la solita guizzante prosa che la contraddistingue l’equivoco rapporto tra due donne, Rita e l’io narrante, conosciutesi sul posto di lavoro, la prima il capo dell’altra, con un matrimonio alle spalle fallito e con un atteggiamento fortemente premuroso nei confronti della sua dipendente. In Noumeno/Playback Giovanni Ragonesi mette in scena gli intrecci amorosi tra Sara, Matteo e Cristoph e lo fa attraverso l’utilizzo di una costruzione narrativa originale, tre monologhi che si alternano, tre voci che prendono corpo, ciascuna delle quali offre la sua versione dei fatti. Molto delicato è il racconto di Sara Durantini, Quanto basta per essere felici, colpo di fulmine tra Giada e Marta presto trasformatosi in amore ineludibile. Tra gli altri racconti presenti degni di nota sono quelli scritti da Luca Ricci, Flavia Piccinni, Teo Lorini e Valerio Bertolucci.
|
|
Una dissacrante semplicità, di Alberto Sebastiani
Quando uscì Il padre delle spose di Lino Banfi, su Rai Uno, fu uno scandalo. Il film non era certo un capolavoro, ma ciò che infastidì maggiormente chi avversa (o semplicemente teme) le rivendicazioni degli omosessuali fu la dissacrante semplicità, immediatezza, logicità della domanda che sottendeva alla fiction: se due persone si amano, e non fanno male a nessuno, e vogliono vivere insieme, perché non possono essere riconosciute (istituzionalmente) come coppia? Un tema, questo, che appare di vivacissima attualità all´indomani delle dichiarazioni (reiterate) di papa Benedetto sedicesimo nella recente visita nella Francia dei diritti dove le unioni di fatto, omosessuali ed eterosessuali, sono perfettamente riconosciute e incasellate in un ordinamento giuridico. Certo, le rivendicazioni del movimento omosessuale sono ben più complesse di questa sintetica questione, eppure la semplice accettazione da parte della società dell´amore tra due persone dello stesso sesso resta un argomento scottante che continua a suscitare dibattiti accesi e a sollevare polveroni mediatici con cadenza molto frequente. Se ne scrive molto, e anche Bologna, che ha ospitato nello scorso giugno il Gay Pride, si mobilita, a suo modo, con l´antologia curata da Sergio Rotino, Quello che c´è tra di noi. Storie d´amore omosessuale (Manni), con testi di venti autori, tra cui molti che hanno all´attivo pochi racconti in altre antologie o in riviste. Non un´antologia di scrittori gay, ma un´antologia in cui si chiede agli autori di riflettere e scrivere sull´amore tra i gay. Su problemi sentimentali. Sulla costruzione di una relazione di coppia tra omosessuali.
Relazioni che possono essere felici, strazianti, burrascose, solari. Esattamente come tutte le relazioni senza eccezione. E infatti in molti focalizzano sulle difficoltà interne di una coppia, come Andrea Demarchi e Teo Lorini che narrano la fatica di una storia al suo inizio, o come Giovanni De Rose, che guarda le sofferenze d´amore di un´elaborazione del lutto, cui seguirà una nuova relazione. Altri, invece, pongono l´attenzione all´esterno della coppia: soprattutto sulla difficoltà della sua accettazione. Dirlo ai genitori (Eliselle, Gabriele Dadati), che possono reagire anche in modo violento (Sara Durantini), è un tema centrale, e altrettanto lo è il motivo delle aggressioni omofobe (Francesco Locane). Tra le due prospettive (intima e sociale), c´è anche chi guarda dalla soglia, come Elisabetta Liguori, il cui personaggio vive la tentazione, la condizione di chi è attratto ma per vari motivi non compie il passo finale. Gli autori traggono spunto da una realtà che spesso viene rappresentata anche dalla cronaca e che innesca in loro una riflessione profonda.
Se, dunque, come afferma nella prefazione Matteo B. Bianchi, è «uno dei compiti della letteratura registrare i sentimenti e le ansie contemporanee», Quello che c´è tra di noi, tra alti e bassi come in tutte le antologie, è una preziosa testimonianza della percezione della condizione della coppia omosessuale in Italia. Delle sue difficoltà, addirittura della sua "normalità".
|
|
Letti, di Daniele Cenci
Sergio Rotino riunisce venti autori per ritrarre le tante incarnazioni dell’eros gay e lesbico. Ne L’amico di Almudena di Demarchi un romanziere non riesce a intuire al primo incontro che Marco, dagli occhi “più limpidi di certi laghi di montagna ove si specchia il cielo”, lo desidera; Ragonesi in Noumeno/Playback incrocia le voci di Sara, del suo ex Christoph, bisessuale, e di Matteo che se ne innamora; Luigi La Rosa nella struggente Cometa dei segreti disvela il cuore dei ragazzi: Giacomo confida al fratellino disabile Michael la sua intima amicizia con Alex, la “geografia accaldata” dei loro corpi stretti nel desiderio. Ne L’occasione di Eliselle, una donna conquista col mascarpone la sua compagna Lucrezia, senza la quale si sentirebbe come “un post-it senza colla disperso nel vento”. Dadati in Non c’è niente che non va mette in scena la tenera complicità di due ragazzi e del loro coming out coi genitori. In L’amore è una piuma di De Rose un uomo, dopo aver ascoltato commosso l’anziano Gilles narrare della perdita del suo giovane Bob, decide di restare a vivere con lui. In Pollice verde di Casadei Turroni il protagonista affabula su una sorta di Spoon River calabrese mentre assiste il fidanzato Andrej in coma; nell’intenso La gravità dei corpi di Vanessa Picciarelli un uomo elabora il lutto per la perdita del compagno insieme ad un amante di lui; infine, in Nel mezzo della linea di Bartolucci un bisessuale propone al suo partner di formare una nuova famiglia insieme alla sua compagna.
|
|
La verità, vi prego, sull’amore, di Loredana Magazzini
Non capita tutti i giorni di affacciarsi sull’universo dell’amore gay e lesbico con tanta delicatezza e autenticità. Con tanta compattezza emotiva e narrativa. Perché, oltre ad essere legati dal vincolo contenutistico, i venti racconti (di undici autori e nove autrici) reggono la prova anche dal lato della compattezza squisitamente formale. Parlano, scorrono. Con fluidità e autentica capacità di mimesi. Chiedendo immedesimazione, appartenenza.
Sergio Rotino, editor, scrittore e poeta, nonché insegnante di scritture narrative, ha dato risalto, nella scelta dei racconti, a un tipo di narrazione secca, incisiva, sgrondata di retorica, dove il testo viene sdoganato solo se sforbiciato di fresco, tagliente, profilato a puntino come una siepe topiaria. Un curatore come Rotino non concede allo scrittore, e di conseguenza al lettore, di perdersi nei boschi narrativi, di inciampare nelle vitalbe dei discorsi intricati, nelle reti della ridondanza.
Infatti, la compattezza dell’antologia sta anche nella sua asciutta tessitura formale, che non accumula cedimenti di sorta e sostiene il racconto come la campata metallica di un ponte lanciato verso il futuro.
Ed è proprio qui, però, che l’ingabbiata materia magmatica del tema tracima, esonda e trionfa. Una materia che si mostra nella sua quotidiana scommessa e chiede a me, suo lettore, suo fratello, di mettere alla prova il sentimento folgorante e intricato dell’immedesimazione.
Così, non si può restare a guardare, non si può non sentire vibrarseli addosso i sentimenti dell’amore (gay e lesbico e, perché no, anche trans o queer), rifolgorare di una bellezza enigmatica e dolorosa, qualità intrinsecamente legate ad essi nei nostri anni di false morali, dove ancora visibilità ed accettazione sono parole di pochi, non un sentire comune.
Eppure un sentire comune, una comune capacità di capire, provandolo, cosa vogliamo dire, di cosa parliamo quando parliamo d’amore, come scrive Matteo B.Bianchi nell’introduzione c’è, anche in chi omosessuale non è, o non sa di esserlo, non avendo mai provato a guardare se stesso da questa angolazione.
Nella sua toccante autobiografia, Lettera aperta, Goliarda Sapienza racconta le prime esperienze d’amore con una giovane amica, folgoranti e inaspettate, scoperte e bloccate dalla madre. Si trattò, per lei, dice, di una “mancanza di crescita” personale e scrive: “C’è forse qualche omosessuale adulto fra voi che copre una simile mancanza di crescita con “estetismi”, “vocazione di natura”, “destino”?Dico solo quello che si è fatto chiaro a me, solo a me, nelle mie emozioni. Non vi arrabbiate, anche perché chi vi parla è stata bloccata a dodici, quattordici anni come voi. E’ una persona costretta come voi che dice queste cose. Un’omosessuale come voi”.
Forse questa antologia può aiutare molti di noi a capire, a ritrovarsi. Nella “scoperta” a se stessi di un nuovo lato di sé, come accade nel racconto “Il sospetto” di Elisabetta Liguori o ne “La cometa dei segreti” di Luigi La Rosa, uno dei più belli e poetici in assoluto; nel raccontare la quotidianità dell’amore del bel “L’amore è una piuma” di Giovanni De Rose o nel rapinoso affiorare e finire della passione di un giorno di “No smoking area” di Francesca Ramos o nell’angoscia della non accettazione della propria identità sessuale, come in “Viola” di Elisa Genghini.
Nella stragrande maggioranza, quelli presenti sono giovani autori che hanno alle spalle una buona esperienza di scrittura, hanno pubblicato già su riviste (tra le altre Linus, Nuovi Argomenti,, Eleanore Rigbi, Il Segnale, Pulp Libri) o sul web e con piccole ma vitali case editrici (peQuod, Stampa Alternativa, Fernandel, Bohumil, Eumeswil, Fazi, minimum fax, La Tartaruga). Che dire? Ho voglia di leggere antologie come questa.
|
|
Affetti fuori dagli schemi, di Vincenzo Branà
Undici scrittori del sottobosco letterario sono i protagonisti di Quello che c’è tra di noi, l’antologia curata da Sergio Rotino ed edita da Manni. Una raccolta che solo per fretta può essere racchiusa nel prolifico filone della “narrativa gay”, rispetto alla quale in realtà effettua un notevole salto di qualità. E in questo senso il sottotitolo Storie d’amore omosessuale pur individuando un tratto comune tra le trame scelte da Rotino, si rivela un’approssimazione inadatta a cogliere il carattere di novità dell’antologia. La quale, a dispetto del voyeurismo che domina il mainstream della narrativa a tema omosex, riesce a incastonare l’omosessualità all’interno dell’essere umano e a raccontarla perciò non solo in quanto tale, ma rispetto a tutte le altre forme di affettività, amicali, familiari ed eterosessuali. Sparisce insomma il discrimine tra ciò che è “norma” e ciò che non lo è, si dissolve la bolla entro la quale molti scrittori, alcuni consumati professionisti, rinchiudevano i due maschietti o le due femminucce, per poi scrutarli (o scrutarle) simulando l’inelegante pratica del buco della serratura. E forse è tutta una questione di tempi, forse dieci anni fa l’omosessualità era giusto guardarla da vicino, sezionarla, spiegarla. Peccato che, col senno di poi, queste scelte editoriali – le molte antologie e i tanti romanzi – non siano riuscite ad andare oltre il cortocircuito di storie gay e lette da gay. Un percorso assolutamente autoreferenziale, molto lontano dalla possibilità di incidere minimamente sul pensiero dominante di chi l’omosessualità la guarda “da fuori”. Il lavoro di Rotino, invece, batte un’altra strada. Nulla di pionieristico, per carità, però qualcosa di squisitamente insolito in Italia. Che perciò vale la pena di conoscere. Giacomo da qualche mese è entrato nell’età che gli anglofoni identificano con la desinenza “teen” – dai 13 ai 19 – in quell’adolescenza che dappertutto è terreno di scoperte e di esperienze. E non ci mette molto Giacomo a scoprire che ama Alex, il suo compagno di scuola. E Alex, dal canto suo, corrisponde il sentimento. Ma Giacomo ha soprattutto Michael, il fratellino col cervello mai cresciuto che vive in un istituto di suore: è lui il suo confidente, lo sguardo da incrociare per vedere quando si sgrana, per contentezza o, chissà, forse per stupore. Giacomo e Michael hanno un appuntamento da onorare assieme, a naso all’insù contro i vetri della finestra: aspettano la cometa dei segreti, quella di cui la mamma aveva detto loro stringendoli a sé prima di raggiungere quel letto d’ospedale nel quale avrebbe smesso di lottare. E forse quella stessa rinuncia era la stella cadente, la coda incandescente alla quale appendere per sempre il desiderio di una mamma. Giacomo, Michael, Alex e la cometa sono i delicati personaggi del racconto di Luigi La Rosa, uno degli undici autori selezionati da Rotino: solo un esempio – e l’antologia ne fornisce altri, altrettanto efficaci – di come l’amore sfugga a qualsiasi definizione, di come boicotti sistematicamente e con fastidio le categorie che gli uomini e la morale sistematicamente gli appongono. E l’omosessualità vista con gli occhi di un ragazzino che ama la mamma che non c’è più, il fratellino sedato nella clinica e Alex, con le sue carezze e i suoi baci furtivi, è l’armoniosa parte di un tutto che ha molto a che fare con la natura e che solo l’arroganza e la presunzione di chi ha perso la curiosità per ciò che succede attorno può definire artificio o bestemmia. Scriveva Mario Mieli nella prefazione al suo Elementi di critica omosessuale: «Spero che la lettura di questo libro favorisca la liberazione del desiderio gay presso coloro che lo reprimono e aiuti quegli omosessuali manifesti, che sono ancora schiavi del sentimento di colpevolezza indotto dalla persecuzione sociale, a liberarsi della falsa colpa». E il riconoscere l’amore gay come un amore tra gli amori è il valore con cui Rotino pare realizzare, senza presunzione, quell’auspicio.
|
|
| |
Per ogni cinque libri commissionati, se ne può scegliere uno in omaggio dall'intero catalogo.
Si può acquistare in libreria (distribuzione PDE) oppure richiedere a noi specificando il codice fiscale; l'ordine sarà evaso contrassegno
(+ € 3 di spese postali, per importi inferiori a € 25). |
|
|
| |
|
|
|
 |
 |
|
|
 |
|