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a cura di Gianluca Morozzi e Marco Rossari
Dylan revisited
Racconti su Mr. Tambourine
Descrizione:
Sedici scrittori si cimentano con il tema più difficile: scrivere qualcosa su un ghigno sardonico al quale faceva un baffo – à la Duchamp – perfino quello ineffabile della Gioconda e che ha dato luogo a molteplici variazioni.
È il sorriso di Robert Allen Zimmerman. Già, perché Bob Dylan è molto più di un cantante. È icona, rockstar, poeta, cialtrone, ebreo, cattolico, visionario, narciso, misantropo. Un uomo che ha avuto come unico Dio – e come grandissimo dono – l’elusività. E siamo noi a farne le spese. Avendo attraversato le generazioni come un politico della Prima Repubblica – elettrico e sballato, va detto – Dylan si è rispecchiato tanto nei coetanei quanto in chi è nato quando la sua vena si stava già (momentaneamente) inaridendo. Ha ballato con i nonnini e bevuto con i pischelli, ripudiato la luce e trovato il folk, perso la voce e acceso l’elettricità, ha sparato versi meravigliosi e ingoiato sonore cantonate. Eppure ancora non ha trovato il suo cantore. Raccolta la sfida, sedici autori si sono lanciati nell’impresa di restituire narrativamente un personaggio tanto ambiguo, prendendolo di petto o sfruttandolo come colonna sonora epocale e personale, ripudiandolo o ricamando sulle infinite suggestioni dylaniate.
Ne è uscito questo libro, un diamante pieno di sfaccettature in cui ogni luccichio differisce dall’altro, eppure tutti contribuiscono ad abbagliare.
How does it feel? Bene.
Racconti di Ivano Bariani, Daniele Benati, Francesca Bonafini, Alessandro Carrera, Gabriele Dadati, Carlo Feltrinelli, Teo Lorini, Marco Missiroli, Gianluca Morozzi, Livio Romano, Marco Rossari, Angelina Rotolo, Francesco Savio, Fiammetta Scharf, Alice Suella
Argomento: Narrativa
Collana: Fuori Collana
Anno 2008, 176 pagine -
€ 15,00 -
ISBN: 978-88-6266-022-8
Note: Postfazione di Alberto Sebastiani
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Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Autore prolifico di romanzi, racconti, graphic novels, ha esordito nel 2001 con Despero (Fernandel), e nel 2004 ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo Blackout (Guanda). L’ultimo libro è Il vangelo del coyote (Guanda 2007).
Marco Rossari è nato a Milano nel1973. Editor, traduttore, ha pubblicato il romanzo Perso l’amore (non resta che bere) (Fernandel 2003), i racconti Invano veritas (e/o 2004) e le poesie L’amore in bocca (Fernandel 2007). Collabora col quotidiano “Il Riformista”.
ASSAGGIO DI LETTURA
CARLO FELTRINELLI Ballate di fine secolo
Nell’estate del ’78 ero a Londra per alcune serate di Bob Dylan. Andavo a sentirlo per la prima volta dal vivo e avevo sedici anni. Con me c’erano due compagni di quarta ginnasio. Prima di raggiungere l’arena dell’Earls Court passavamo i pomeriggi a Hyde Park. Da allora non ho perso una puntata. Concerti, dischi, libri, luoghi, film: tutto quanto potessi ascoltare e conoscere dell’avventura artistica di Mr. D. Un paio di settimane fa, era un venerdì pomeriggio, chiamano in casa editrice e domandano se volessi trovarmi a Londra alle ore 15 del giorno successivo. A intervistare Bob Dylan. La suite al decimo piano del Metropolitan si affaccia proprio su Hyde Park, e diciannove anni dopo il mio primo viaggio londinese mi unisco al ristretto numero di corrispondenti europei che è lì per chiacchierare con lui. La circostanza si spiega con il lancio del suo 41° disco ufficiale, Time Out Of Mind. Alla Sony, la casa discografica, stentano a crederci: da almeno dieci anni l’Artista diceva sempre no a incontri del genere. Con l’Artista mi era già capitato di parlare altre volte, scampoli di frasi prima o dopo un concerto, da intrufolato nel back-stage, ma fare interviste è decisamente un’altra cosa. Non è lui la più ombrosa e idiosincratica delle rockstar? Non è lui il più alieno alle domande di coloro che intuiscono le cose senza sapere esattamente di cosa si stia parlando? Ecco che arriva. Blusa color crema, T-shirt, pantaloni neri, mocassini di coccodrillo. Non fuma, non beve, ma noi possiamo. Dopo la grave infezione al cuore, diagnosticatagli nel maggio scorso, ora sta meglio: «Ho avuto una brutta battuta d’arresto, ma ora miglioro giorno dopo giorno.» E anche il lavoro non va male: Time Out Of Mind suscita unanimi consensi di pubblico e di critica (“Newsweek” gli ha dedicato una copertina dal titolo: Dylan vive), i suoi concerti tornano ad essere più affollati. Può darsi che il successo ottenuto dal figlio Jacob, due milioni di dischi venduti negli Usa con i Wallflowers, abbia indotto molti giovanissimi a verificare chi fosse quel misterioso padre. Quando gli domandiamo della sua breve apparizione davanti al Papa, lui risponde semplicemente «great show, great show!». Lo dice sorridendo, come dire, sì, molto onorato, ma è stato giusto un altro show lungo la strada. Ma non è strano, trent’anni dopo essere stato un simbolo della controcultura giovanile, ritrovarsi a suonare davanti al Pontefice della Chiesa cattolica? Risposta che vira al nonsense: «Forse che a quei tempi c’era un altro Papa…?» E se qualcuno lo interroga sulla valenza politica delle sue canzoni risponde: «Se avessi voluto fare politica mi sarei iscritto a Harvard o Yale. Per la verità non so cosa sia la politica. Posso vedere ogni cosa da tre angolature differenti. Ci sono argomenti che mi vedono su posizioni che verrebbero definite conservatrici, e altri dove posso essere completamente dall’altra parte.» Le canzoni possono ancora essere portatrici di messaggi che influenzano il mondo? La domanda non è mia, ma è il tipico quesito che si pensa di dover fare a Bob Dylan. Risposta: «No, a recapitare messaggi ci pensano i giornali, o la televisione. Sarà certo un atteggiamento passivo ma così va il mondo oggi. La gente va alle partite di calcio per vedere, mica per entrare in campo e giocare…»
INDICE
GIANLUCA MOROZZI Come un cavatappi nel mio cuore
FRANCESCO SAVIO Passi falsi
FRANCESCA BONAFINI Another side of Bob Dylan (ascoltando un corvo nero, ti scrivo da Hibbing, in blu)
DANIELE BENATI Long Vehicle Scania
GABRIELE DADATI Robert Zimmerman, pittore
ANGELINA ROTOLO Il diavolo alla porta
TEO LORINI Sotterranea nostalgia
FIAMMETTA SCHARF Fiammetta’s 115th dream
IVANO BARIANI Convinto che Bob Dylan fosse una roba da sfigati
ALICE SUELLA Il blues del cimitero
LIVIO ROMANO Baby boomers
MARCO MISSIROLI L’odore di due
ALESSANDRO CARRERA Un uomo senza alibi
MARCO ROSSARI Lost in Juarez Un incubo ad aura condizionata
CARLO FELTRINELLI Ballate di fine secolo
Rivisitare Dylan: viaggi di scrittura di Alberto Sebastiani
Recensioni
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Un variegato affresco
Dopo i musicisti che raccontano Che Guevara, gli scrittori parlano del grande Bob Dylan. La salentina Manni propone questo interessante Dylan revisited. Racconti su Mr. Tambourine a cura di Gianluca Morozzi e Marco Rossari. Sedici scrittori si sono cimentati con Robert Allen Zimmerman. Non è solo un cantante, ma l’icona di molte generazioni, un poeta, un cialtrone, un ebreocattolico, un visionario, un narciso, un misantropo, un acustico e un elettrico. L’affresco variegato di uno dei più grandi interpreti della musica internazionale. I racconti sono di Ivano Bariani, Daniele Benati, Francesca Bonafini, Alessandro Carrera, Gabriele Dadati, Carlo Feltrinelli, Teo Lorini, Marco Missiroli, Gianluca Morozzi, Livio Romano, Marco Rossari, Angelina Rotolo, Francesco Savio, Fiammetta Scharf, Alice Suella.
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Il caleidoscopico Bob Dylan, di Rossano Astremo
Quando lo scorso anno uscì nelle sale cinematografiche I’m not there, il film di Todd Haynes che avrebbe dovuto ricostruire le tappe essenziali della biografia di Bob Dylan, tutti furono sorpresi dalla follia per immagini messa in atto dal regista. Todd Haynes nel film in questione osserva Dylan, lo ritrae da angolazioni diverse e in questo sembra quasi uno scultore o un fotografo al lavoro intorno ad un modello. Lo studia ma sa di non poterlo rappresentare, sa che ogni caratterizzazione che tentasse di essere realistica finirebbe irrimediabilmente per essere vuota e banale. E allora lo scompone nei corpi di sei attori, lo lascia incarnarsi nella musica che riempie quasi ogni scena, nel colore o nel bianco e nero della fotografia.
Perché questa lunga premessa? Perché, dopo aver letto, Dylan revisited. Racconti su Mr. Tambourine, antologia edita da Manni e curata da Gianluca Morozzi e Marco Rossari, mi è tornato in mente I’m not there e l’idea che è alla base del film: muoversi nell’universo di Dylan è annaspare in un oceano difficilmente contenibile perché vario e molosso. Ed altrettanto varia per temi, stili e scelte è Dylan revisited. Ci sono racconti visionari, come Fiammetta 115th dream di Fiammeta Scharf, legato alla canzone I can’t wait, o racconti ispirati a parole delle sue canzoni, come L’odore di due, rilettura di Love sick, di Marco Missiroli, racconti che ripercorrono aneddoti di vita reale, come Robert Zimmerman, pittore di Gabriele Dadati, o racconti che mettono in luce l’amore per le canzoni, i sogni degli anni Sessanta, come Baby boomers di Livio Romano. Sedici racconti in tutto che faranno la gioia dei cultori dell’autore di canzoni immarcescibili quali Blowin’ in the wind, Subterranean homesick blues e Like a rolling stone, ma che possono essere letti con piacere anche da chi non è un fan di Dylan e che, magari, partendo ed incuriosito da queste pagine, a lettura terminata, s’immergerà nel mondo dell’inimitabile menestrello del Minnesota.
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Un collage dadaista, di Enzo Mansueto
Si chiamano «dylanologi», «dylaniani» o «dylaniati», dipende dal grado del coinvolgimento: al centro del loro mondo, Bob Dylan. Icona, mito contemporaneo, culto, è quasi impossibile oramai sceverare, all’interno di quella cosa che chiamiamo «Dylan», il dato storico, la vita, l’opera, gli effetti collaterali provocati a vari livelli da una tale, come da altre, bomba mediatica. Sarà per questo che negli ultimi tempi, accanto all’inesauribile produzione di biografie, repertori, album consacrati al menestrello del Minnesota, si vanno producendo oggetti culturali che mirano a rileggerne la figura attraverso ottiche più indirette, rielaborative, creative. Segno, appunto, che di vero mito si tratta, consacrato e innervato nei tessuti profondi della nostra società.
Si veda, per fare un esempio ovvio, il recente film di Todd Haynes, I’m not There, sei «ruminazioni» su Dylan in cui sei diversi caratteri interpretano, con dubbio rigore filologico ma con persuasiva deriva esegetica, sfaccettature del mito Dylan, appunto. L’antologia che abbiamo tra le mani (AA.VV., Dylan revisited - Racconti su Mr. Tambourine, Manni, Lecce 2008, pp. 176, euro 15) curata da Gianluca Morozzi e Marco Rossari, muove, sulla pagina scritta, da una medesima intenzione. A sedici scrittori (Ivano Bariani, Daniele Benati, Francesca Bonafini, Alessandro Carrera, Gabriele Dadati, Carlo Feltrinelli, Teo Lorini, Marco Missiroli, Gianluca Morozzi, Livio Romano, Marco Rossari, Angelina Rotolo, Francesco Savio, Fiammetta Scharf, Alice Suella), infatti, è stato affidato il compito di adottare Dylan, liberamente, come spunto, per comporre infine un collage, dadaista e arbitrario nel gesto, ma, forse perciò, illuminante nella liberata aderenza alle risonanze del mito. Le modalità narrative adottate sono le più disparate, dalla finta conferenza, al racconto biografico di aspetti meno conosciuti della creatività dylaniana, a visioni ispirate ai testi delle canzoni, a racconti nei quali l’opera di Dylan è giusto un pretesto per alimentare il racconto in un gioco più o meno ironico di specchi. La qualità delle citazioni, biografiche e testuali, è anch’essa variabile, dal riferimento esplicito a quello più cervellotico, se non criptico. Certo, come suggerisce Alberto Sebastiani in postfazione, in assenza di note, si richiede al lettore una conoscenza ampia dell’oggetto, per gustare sino in fondo i giochi sui titoli, sulle liriche, sui dettagli biografici. Oppure, mettiamola così, al di là del piacere della lettura, comunque garantito da queste sedici prose, il testo può essere il pretesto per un successivo approccio ravvicinato a Bob Dylan. Tra i racconti, anche quello del salentino Livio Romano, nel quale ricompare il professor Parigino, protagonista del suo ultimo romanzo, colto qui dal «trip degli anni Sessanta» e impegnato a mettere in piedi una improbabile e trasgressiva recita, firmata dai Baby Boomers Disertori, con la sua scuola media, con esiti catastroficamente divertenti.
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Oh, Bob!
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Un sistema di miti, di Marco Denti
Nell’infinita bibliografia dylaniana, che non smetterà mai di crescere, questo piccolo libro ha un posto tutto particolare perché Bob Dylan ci arriva nelle condizioni migliori, ovvero per vie piuttosto surreali e originali. La linea che lega i vari e numerosi spezzoni è infatti piuttosto obliqua rispetto alla consuetudine: non ci sono (soltanto) analisi delle canzoni, spunti biografici, recensioni più o meno mascherate da racconti, ma una serie di frammenti in chiave narrativa che hanno assorbito l’essenza di Dylan e cercano di dargli un profilo. A volte può essere pertinente e immediatamente riconoscibile, altre ancora può essere bizzarro e vagare tra le mille maschere che Dylan ha indossato (e indossa ancora oggi), altre ancora è più legato a quel “sistema di miti” come lo definì Sam Shepard di cui è stato interprete o più semplicemente all’affetto, alla passione e anche all’ossessione a cui non di rado conduce la materia dylaniana. Utile a capire l’impostazione che i curatori (Gianluca Morozzi e Marco Rossari) hanno voluto dare è anche l’agile postfazione di Alberto Sebastiani che, non a caso, si chiude con una bella citazione di Tarantula: “Se hai intenzione di mandarmi qualcosa, mandami una chiave, troverò la porta in cui entrare, dovessi provarci vita natural durante”. La porta da cui si accede a Dylan, qui, non è delle più banali e, anzi, è tra quelle che scorrono meglio.
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Libri del 2009
Dopo i musicisti che raccontano Che Guevara, gli scrittori parlano di un grande musicista. La salentina Manni propone questo interessante Dylan revisited. Racconti su Mr. Tambourine a cura di Gianluca Morozzi e Marco Rossari. Sedici scrittori si sono cimentati con Robert Allen Zimmerman. Non è solo un cantante ma l’icona di molte generazioni, un poeta, un cialtrone, un ebreocattolico, un visionario, un narciso, un misantropo, un acustico e un elettrico. L’affresco variegato di uno dei più grandi interpreti della musica internazionale. I racconti sono di Ivano Bariani, Daniele Benati, Francesca Bonafini, Alessandro Carrera, Gabriele Dadati, Carlo Feltrinelli, Teo Lorini, Marco Missiroli, Gianluca Morozzi, Livio Romano, Marco Rossari, Angelina Rotolo, Francesco Savio, Fiammetta Scharf, Alice Suella.
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Per ogni cinque libri commissionati, se ne può scegliere uno in omaggio dall'intero catalogo.
Si può acquistare in libreria (distribuzione PDE) oppure richiedere a noi specificando il codice fiscale; l'ordine sarà evaso contrassegno
(+ € 3 di spese postali, per importi inferiori a € 25). |
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