Il faro di Pükler-Muskau

€18,00
Articolo: 978-88-6266-674-9
Lodovico Acerbis
Il faro di Pükler-Muskau


Il faro di Pükler-Muskau è un grande racconto di viaggio, viaggio come pellegrinaggio fra realtà e allegoria, come anelito verso il sincretismo religioso di un grande abbraccio ecumenico rappresentato dalla potenza illuminante di un’unica fonte luminosa che riunisca in sé l’essenza di tutte le fedi.
Spinti dal medesimo misterioso richiamo si muovono, nell’affresco di un grande afflato centripeto, personaggi diversi, indotti da diverse motivazioni personali, alla ricerca di un luogo che è allo stesso tempo uno spazio fisico e la dimora più segreta dell’anima. In questo percorso verso l’esplorazione del proprio intimo, i protagonisti intrecciano relazioni che consentono e riverberano la realizzazione della propria meta. Ma è l’amore, in fondo, il desiderio che avvia questa ricerca, l’amore in tutte le sue manifestazioni, dalla fase dell'innamoramento, che è entusiasmo puro e illimitato, alla realizzazione di un sentimento pacato e consapevole, fino allo stadio dello svuotamento delle illusioni, che nella razionalità ripensa il passato e rinnova il proprio avvenire. 

info-copertina
Il faro di Pükler-Muskau
Il faro di Pükler-Muskau
Libro novità
anno: 
2015
pagine: 
320
isbn: 
978-88-6266-674-9

Una lettura di Fulvio Manara

Un affresco caleidoscopico, un intreccio a girandola, un puzzle di viaggi e pellegrinaggi, schizzi di storie in piccoli racconti, frammenti di diari di viaggio, squarci lirici e racconti allegorici, a tratti onirici: il tutto tessuto assieme al fil rouge del sogno visionario di un imprenditore americano, ex magnate delle patatine fritte, ex magnate dei pornoshop, convertito infine all'arte e alla ricerca spirituale. Il progetto di costruire un santuario universale, in cui far confluire tutte le religioni, in un tempio sincretistico, una chiesa delle chiese in cui esse riconoscano al di là delle differenze quello che le unisce.
Specchio di viaggi e descrizioni di luoghi che non sono frutto di turismo ma pellegrinaggio alla ricerca di sé; così come di riflessioni e inesausti interrogativi sul nostro sradicamento spirituale, sulla odierna "perdita del senso dell'orientamento", sulla crisi dell'homo religiosus. Con l'eco di testi classici come la preghiera di Voltaire dal trattato sulla tolleranza, o il cantico delle Creature, o il Veni Creator Spiritus, ma anche la Prajnaparamita o le Upanishad che ci ricordano che senza fede non c'è pensare, insomma, con l'attenzione alla ricerca del senso del cercare come senso dell'esserci. Per tornare ad essere uomini pensanti. Con un respiro aperto fino agli estremi confini del nostro piccolo ma enorme pianeta.
Entro questo disegno, vero cuore della narrazione, si dipana l'intreccio delle storie di un gruppo di esseri umani, tra moltissimi altri che intraprendono il pellegrinaggio verso il Faro del Santuario di Pükler-Muskau, sui quali la narrazione si concentra in vari quadri. Venendo dai diversi continenti, sono illuminati nel riverbero dei loro viaggi vissuti e nelle loro storie di vita e dai nuovi incontri che compiono. Un intreccio di amori, perché sempre l'amore si dice in molti modi, e l'amore è il viaggio esistenziale, interiore ed esteriore insieme, che tutte queste coppie (tre le protagoniste) dipanano esprimendone le infinite sfumature e possibilità. E questo peregrinare mostra la triplice dimensione dell'esperienza della vita fatta della ricerca e del viaggio verso un luogo sacro, ma anche del desiderio di incontrare la fonte stessa della luce della vita, e infine lo svanire della meta fisica come del suo Signore per l'emergere di una dotta ignoranza che sta oltre ogni meta estrinseca.
La vita è viaggio e sogno, pellegrinaggio ed esplorazione di sé oltre che del nostro mondo. Viaggi di esseri umani in cui possiamo in parte riconoscere i nostri stessi tratti, viaggi di dei — e di eroi più o meno riconoscibili — tutti infine condotti a destini insospettabili e non sempre consolanti. Un bouquet di personaggi dipinti a volte con raffinata sottigliezza psicologica, a tratti raffigurati allegoricamente, altri ancora con registro naif: sempre con curiosità aperta e non giudicante, che rende facile la lettura, e suggerisce la possibilità che essa divenga anche una opportunità di interrogazione radicale. Una coppia matura, gli Hopper, la cui relazione si trascina stancamente; le esplorazioni amorose del giovane Florian, che è destinato a trascinare giù del mondo degli dei nientemeno che la figlia di Parvati; una coppia di amici albinesi, in cui lo sterloch finisce per svelare la saggezza profonda della follia; e le peregrinazioni amorose del dott. Foscarini. Ma anche l'amore del Sadhu Shishir per Parvati, compagna di Shiva, l'amore coscienza-cosmica nella meditazione del Taoista, l'incanto per il femminile nell'universo o per l'eterno feminino, l'amore per la natura, l'amore per la ricerca del divino, che si dice in molti modi.
Più vedi lontano, più lontano va il tuo cuore: nell'attraversare il mondo per cercare la propria casa le mete importano, ma è l'esperienza del cuore ad essere rivelativa, quindi l'esperienza di amare. Pertanto l'andare oltre i confini del mondo è esercizio di liberazione, ma, in fondo, se non liberi il tuo cuore e non ti permetti di esplorare l'amore, non saprai neanche viaggiare.

Lodovico Acerbis, Il faro di Pukler-Muskau

29/01/2016

 Il nuovo romanzo di Acerbis, di Vincenzo Guercio

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