Il reale falso

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Articolo:
a cura di Giovanni Invitto
Il reale falso
Filosofia e psicoanalisi leggono cinema

Se le emozioni dello spettatore durante la visione sono reali e veri, allora un film può essere definito un “fatto” reale e vero? E cosa accade quando il cinema si pone in presa diretta con la realtà? E che succede quando è la stessa realtà ad essere costruita artificialmente?

E anche il cinema è narrazione, come la filosofia e la psicoanalisi. Il motivo della convergenza è all’origine perché l’esistenza stessa è narrazione ed autonarrazione, è una ricostruzione di senso mediata dal linguaggio. In queste ricostruzioni rientrano fatti, parole, vissuti, passioni, suggestioni, attese, angosce. Il racconto filmico li ricuce e ricolloca come in un puzzle con tanti possibili esiti diversi. E tutti sono, al contempo, veri e falsi.
Saggi di Vincenzo Camerino, Salvatore Colazzo, Daniela De Leo, Andrea Fioravanti, Marisa Forcina, Maria Cristina Fornari, Marco Gaetani, Giovanni Invitto, Massimo Maisetti, Franca Mazzei Maisetti, Chiara Piazzesi, GianniScarafile, Alessandra Spadino, Fabio Sulpizio.
info-copertina
Il reale falso
anno: 
2007
pagine: 
216
isbn: 
978-88-8176-980-3

Giovanni Invitto è ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università del Salento. Nel 1987 ha fondato il quadrimestrale di filosofia “Segni e comprensione” (Manni), che dirige. Tra le sue pubblicazioni: Le idee di Felice Balbo (Il Mulino 1979); Sartre dal “gioco dell’essere” al lavoro ermeneutico (Angeli, II ed. 2005); La tessitura di Merleau-Ponty (Mimesis 2002); L’occhio tecnologico. I filosofi e il cinema (Mimesis 2005); Fra Sartre e Wojtyla. Saggi su fenomenologie ed esistenze; Idee e schermi bianchi. Filosofia e cinema tra il mito e il falso, entrambi Mimesis 2007. A sua cura anche La fenomenologia del mito. La narrazione tra cinema, filosofia, psicoanalisi (Manni 2006).

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