Maschere serene e disperate

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Articolo:
Raffaele Nigro
Maschere serene e disperate
Il tempo prima lo trattavo come l’acqua del rubinetto.
Adesso lo tratto come fosse vino.
Penso che più in là imparerò a centellinarlo come olio.
 

Cinque prose autobiografiche sull’infanzia e la giovinezza, i primi amori e il ménage coniugale, i genitori e gli amici di scuola.
La gioia della vita e la paura della vecchiezza e, insieme, la nostalgia della terra in cui Nigro è cresciuto con i suoi riti religiosi, i detti popolari, le credenze della nonna.
E poi il cibo, l’educazione politica, gli angeli come compagni di strada.

Progetto grafico di Roberto Gorla e Michela Barbiero

info-copertina
Maschere serene e disperate
Libro novità
anno: 
2008
pagine: 
40
isbn: 
978-88-6266-046-4
Raffaele Nigro è nato a Melfi nel 1947.
Il suo ultimo libro è Giustiziateli sul campo, Rizzoli 2006.


INCIPIT

Maturità


Non sono io l’uomo che incontro da qualche tempo nello specchio. Grigio come mio nonno, le rughe alla fronte e intorno agli occhi. «Zampe di gallina» le dicono gli amici accomodanti. La pancetta borghese e qualche rotolo di troppo sui fianchi. I peli che fioriscono dalle orecchie. Come un orco. Peli lunghi, proprio come quelli che vedevo sulle orecchie del nonno e che il barbiere gli tagliava ogni volta che veniva in casa a sistemargli i capelli. Perché il barbiere veniva in casa, imbavagliava il nonno come un neonato, sforbiciava e radeva e spruzzava brillantina e riempiva il gabinetto di pelurie. Tanto che ho pensato: adesso chiamo il barbiere e mi faccio radere in casa. Ma mia moglie mi ha cacciato via. Ci manca solo un quintale di peli per casa! Ha detto. Fuori, pelandrone!
Mi incontro di mattina sullo specchio, mi saluto come si fa con un estraneo. Ci metto qualche secondo per riconoscermi. E la mente va al Ritratto di Dorian Gray. Dorian fa un patto col diavolo, lui non invecchia e al suo posto invecchia un suo ritratto. Come dire che invecchia la mia immagine riflessa nello specchio.

Raffaele Nigro, Maschere serene e disperate

02/09/2008

I ricordi di Raffaele Nigro fra tele e maschere, di Enzo Mansueto

Raffaele Nigro, Maschere serene e disperate

17/09/2008
L’abbondanza perduta del tempo senza fine, di Giorgio De Rienzo
 
In brevi prose Raffaele Nigro propone, con movimenti di scrittura diversa, memorie e momenti di vita interiore oppure affonda lo sguardo in segreti d’anima per scrutarli però con discrezione.

Raffaele Nigro, Maschere serene e disperate

04/11/2008

Le maschere che mettiamo ai nostri sentimenti, di Patrizia Danzè

Chicchi

10/05/2009

I piccoli libri, Chicchi preziosi di storie intense, di Giuseppe Pederiali

Raffaele Nigro, Maschere serene e disperate

01/09/2009

La favola e la storia, di Antonio Errico

C’è una cosa che Raffaele Nigro non dice nelle sue “Maschere serene e disperate” (Manni, 2008). C’è una cosa che non dice perché non deve essere lui a dirla , non spetta a lui dirla, perché, come pensava Elio Vittorini, è grande umiltà essere scrittore.

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