Ultimo mare

€14,00
Articolo:
Nichi Vendola
Ultimo mare

Le due tensioni che danno senso e sostanza alla poesia di Vendola sono una razionale, con la consapevolezza dello scacco esistenziale; l’altra morale, dominante, tirata in gioco la storia a coprire una tradizione antica di “assenza”. Queste due tensioni trovano il loro punto di incontro nella “debolezza”. Cioè l’opposto di quella su cui si impernia tutta la Storia, da sempre e in specie nell’ultimo secolo: “forza”, con le sue varianti, potenza potere prevaricazione. Su una parola il passaggio dall’esistenziale al politico è agevole. Perciò vien naturale leggere queste come poesie “civili”, secondo una vecchia formula, poesia radicata nella storia cioè.
   Folco Portinari


In primo luogo la luce.
Poi le parole. Affiorano da una terra originaria, petrosa eppure limpida e sapiente, eroica oltre che capace di consolare. E a questa si lega l’impegno civile, la lotta, ardimentosa e giusta, anche a costo del sangue, che pur finalizzata al bene comune, collettivo, non dimentica il singolo, la sua unicità. Anzi, lo fa risorgere. Come a segnalare l’impossibilità di immaginare masse felici senza partire da singoli felici.   
   Sergio Rubini

 

info-copertina
Ultimo mare
Libro novità
anno: 
2011
pagine: 
160
isbn: 
978-88-6266-352-6
Presentazione di Sergio Rubini Postfazione di Folco Portinari

Il volume raccoglie le precedenti sillogi di poesie di Nichi Vendola, da Prima della battaglia (1983) a La debolezza (1997) che aveva un’ambizione ideologica inesausta, nel suo srotolare piccoli codici (quasi degli ideogrammi) di libertà, fino a Lamento in morte di Carlo Giuliani, scritto di getto dopo i fatti di Genova del luglio 2001, nato anche come bisogno di contaminazione tra ballata popolare e asprezza e oscurità dell’agire poetico. Un quarto di secolo a cercare e sillabare orizzonti di senso, a intrecciare ghirlande di dolore, a spiare la meccanica delle onde le quali, nell’“Alta marea” della sezione iniziale del libro, tornano a pulire la sabbia dei residui di sillabe e delle scorie di cinismo rimasti sulla battigia: così Vendola vede e spera: il rumore globale non cancellerà mai le voci ed i silenzi.

Prima edizione 2003

Nichi Vendola, Ultimo mare

29/07/2003

"Ultimo mare", il viaggio di Vendola nel mondo delle ombre, di Nicola Vacca


[...] Dalla memoria di un tempo vissuto, Vendola riporta alla luce la sua antica e mai sopita passione per la poesia e consegna al lettore la confessione in versi di un quarto di secolo trascorso a meditare nei labirinti di un tormentato e ricercato agire poetico. L'idea di un tempo interiore, vissuto tra stagioni di forti passioni e malinconie sospirate in un'ansia del disincanto, è il cuore pulsante dell'impegno poetico di Vendola.

Nichi Vendola, Ultimo mare

15/10/2003

L'elogio della debolezza dell' "aristocratico" Vendola, di Folco Portinari


[...] le due tensioni che danno senso e sostanza alla poesia. Una, la razionale, con la consapevolezza dello scacco esistenziale; l'altra morale, dominante, tirata in gioco la storia a scoprire una tradizione antica di "assenza", eredità ermetica dura a morire. Queste due tensioni trovano un loro punto di incontro in una parola (titolo d'una raccolta) cui è conferito un profondo significato morale, in controtendenza: la parola è "debolezza".

Nichi Vendola, Ultimo mare

06/11/2003

S'ode a destra un elogio al poeta Vendola (senza dire che è di sinistra), di Matteo Bandiera

"Il Secolo d'Italia" recensisce con entusiasmo la raccolta di versi del deputato di Rifondazione comunista, azzardando anche paragoni piuttosto illustri. [...] Una vera e propria apologia bipartisan, con un unico neo: in nessun punto Vacca rivela l'identità politica di Vendola. Uno sbianchettamento "a fin di bene"? Chissà: forse, per "Il Secolo", la poesia non ha bandiera.

Nichi Vendola, Ultimo mare

13/11/2003

L'amore prima della battaglia, di Raffaele Nigro

Politico trasparente e in perenne barricata, uomo di grande finezza culturale e umana, questo il Nichi Vendola che ho imparato a conoscere e apprezzare dai tempi in cui dialogava, seppure da un'angolazione critica e dubbiosa, con don Tonino Bello, senza abiurare alla sua posizione laica [...]; eppure commosso nel constatare che un grande uomo aveva attraversato il nostro tempo e a goderne i benefici era stata la Puglia. [...] Mi pare, questo di Vendola, un gioco intenso intorno alla candela della morte.

Nichi Vendola, Ultimo mare

19/11/2003

L'ultimo mare di Nichi, di Franco Giordano

"Sono, per chi abbia voglia di leggerle, le pause insonni del mio tempo perduto: un quarto di secolo a cercare e sillabare orizzonti di senso, a intrecciare ghirlande di diolore, a spiare la meccanica delle onde." Così Vendola ci introduce alle letture delle sue poesie [...].

Nichi Vendola, Ultimo mare

07/01/2004

Lo strano caso di Nichi Vendola poeta comunista amato a destra, di Pietro Andrea Annicelli


[...] "Io penso che quando si discute di un'opera letteraria, poetica o no, il critico che ne parla e il lettore che ne fruisce non devono tenere conto delle ragioni ideologiche dell'autore", afferma Nicola Vacca. [...] "Il libro di Vendola mi è arrivato dall'editore. L'ho letto, mi è piaciuto, ho deciso di dedicargli lo spazio della mia rubrica. Ciò perché ho visto in lui un poeta assolutamente lirico".

Nichi Vendola, Ultimo mare

13/01/2004

Nichi Vendola, lirismo ermetico e rampogna civile in versi liberi, di Enzo Mansueto


[...] Diversa l'ispirazione, dal lirismo nudo ed ermetizzante di alcuni versi intimi ("Liquidi sbocchi / alla foce d'un cielo / i tuoi occhi / sotto il grigio d'un velo") - memore dell'amichevole sguardo di Dario Bellezza e dei pasoliniani di ritorno - alla martellante rampogna civile del Lamento in morte di Carlo Giuliani (vero e proprio sottogenere negli ambienti creativi dell'antagonismo più o meno radicale).

Nichi Vendola, Ultimo mare

01/09/2010

Già frizza la spuma dell'onda, di Maddalena Capalbi

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