Basilicata d'autore, Rollo, Ciconte, Dorfles e qualcos'altro...

 

 

È appena arrivato in libreria Basilicata d'autore. Reportage narrativo e guida culturale del territorio.
Per chi vuole scoprire la Lucania ma anche per chi vuol solo leggere un bel libro.

È una guida d'autore, la narrazione dei luoghi, materiali o culturali, più significativi della Basilicata, raccontati dalla penna di intellettuali e personaggi celebri del territorio.
 
Gli autori: Franco Arminio, Giovanni Caserta, Antonio De Rosa, Eliana Di Caro, Andrea Di Consoli, Pasquale Doria, Giuseppe Lupo, Alessandro Musto, Raffaele Nigro, Rocco Papaleo, Antonio Petrocelli, Gilda Policastro, Biagio Russo, Giovanni Russo, Mimmo Sammartino, Giancarlo Tramutoli, Mario Trufelli.
 

 
 
Qualche percorso? Potenza e Matera naturalmente, ma anche il Vulture, il Pollino, le valli dell'Agri e del Basento, la salita sul monte sacro di Viggiano, le Dolomiti lucane..., fino al viaggio Basilicata coast to coast.  
 
Qui altre informazioni, e il pezzo di Rocco Papaleo uscito su "Io Donna" (che non è il racconto del libro: un altro!)
 
 
 
 
 
Poi, ancora qualche bella notizia.
 
Domenica 1 ottobre c'è Enzo Ciconte al Festival di Internazionale a Ferrara e presenta Mafie del mio stivale. 
Alle 14, a Palazzo Crema, con Piero Melati e Giuseppe Rizzo.
 

 
Alberto Rollo riprende il tour di presentazioni di Un'educazione milanese, e venerdì 29 settembre alle 19 è alla Libreria Arcadia di Rovereto, e mercoledì 4 ottobre è a Padova, per la Fiera delle parole, ad un appuntamento organizzato in collaborazione con il Cuaam, alle 18.30 a Palazzo Moroni, insieme a Marco Balzano.
 
 
 
 
 
Venerdì 6 anche Piero Dorfles è ospite della Fiera delle parole a parlare di Che dice la pioggerellina di marzo con Marianna Bonnelli, alla libreria Il mondo che non vedo, alle 19.
 
 
 
 
 
 
E giacché: non dimenticate il seguito della Pioggerellina
 
Cloffete cloppete clocchete
Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta
Introduzioni di Massimo Bray e Gino & Michele

Se in Che dice la pioggerellina di marzo erano raccolte le poesie più diffuse nei libri di scuola degli anni Cinquanta, e l’elemento caratterizzante era la piena continuità di contenuti e autori rispetto alle antologie del periodo fascista, in Cloffete cloppete clocchete si fa un passo in avanti, e il riferimento temporale diventa quello degli anni Sessanta.
Vi è una netta rottura dovuta al diverso clima sociale e culturale: irrompono nella scuola temi quali l’ambiente, il consumismo, il razzismo, il Terzo Mondo, il pacifismo, la Resistenza, il mal di vivere; e vi è una diversa visione di quelli tradizionali come la famiglia, la scuola, il lavoro, la natura.
Anche gli autori cambiano: accanto ai classici italiani (Pascoli, Leopardi, Manzoni, d’Annunzio) troviamo i contemporanei (da Montale a Quasimodo, da Ungaretti a Fortini, Saba, Calvino, Pavese), la novità dei poeti stranieri (Rilke, Neruda, Lorca, Prévert, Brecht, Auden, Edgar Lee Masters, Rimbaud e Baudelaire), quella più deflagrante dei cantautori (Gaber, De André), e ai “poeti di banco” (Zietta Liù, Pezzani, Lina Schwarz, Novaro) si accosta Gianni Rodari.
È iniziata la scuola nuova, che all’istruzione affianca l’educazione, la formazione dei cittadini della democrazia.
 
 

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