Alberto Sebastiani, Le parole in pugno

19/03/2009
Parole che fanno la storia, di Sergio Rotino

La storia d’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, questo il percorso che Alberto Sebastiani, contrattista all’Università, affronta nel saggio Le parole in pugno (Manni), di cui parla con con Alberto Bertoni e Stefano Tassinari alle 18 da Feltrinelli (piazza Ravegnana). Un incontro fra storia, letteratura e altre forme d’arte perché, come dice Sebastiani «i testi sono voci di persone vissute nella storia, che ne hanno raccontato, interpretato, criticato alcuni aspetti».

Un modo eccentrico di scandagliare la storia.
«Il rapporto tra società, arte e storia è una passione che ho da sempre. Volevo lavorare sui luoghi comuni, su metafore abusate ora spente, che sono il prodotto di determinati momenti della vita sociale del paese».
Cos’è la storia per gli autori che l’hanno inserita nei romanzi?
«Anche quando la realtà che li circonda è un mero sfondo per il romanzo, è sempre espressione del loro tempo».
Il suo è un saggio che cerca di farsi racconto.
«È una scelta di campo. Volevo che fosse leggibile non dai soli addetti ai lavori».
È una materia non imbrigliabile: più ci si avvicina a noi più gli appigli offerti dalla narrativa diminuiscono.
«Gli ultimi decenni sono caotici. Ho pensato fosse più opportuna una panoramica di titoli che focalizzare l’attenzione su uno solo. Gli anni 70, poi, sono vittime di una rimozione totale. Non esiste un testo di riferimento condiviso».

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