Alda Merini, Canto Milano

22/10/2007
Un punto lontano, di Antonio Spagnuolo

Una luce essenzialmente biologica illumina ancora una volta il testo della poetessa, quasi una invenzione che attraversa la vita prima che la stesura degli anni possa interferire con la comprensione salvifica del sacrificio e della redenzione.
Il raccordo fra lo scritto ed il vissuto occupa interamente la cronologia della pagina simile alla sensazione che uno prova, dopo un lungo cammino, a voltarsi indietro per mettere a fuoco ancora una volta un punto lontano e ormai difficile da distinguere ad occhio nudo.
Sono i ricordi dell’infanzia o della gioventù che si rivelano come di un tratto alla memoria per rivelare con entusiasmante frequenza le forze interiori che hanno caratterizzato un percorso, condiviso o fatto a pezzi, elaborato o consumato, per ricalcare le strutture narrative della sorpresa.
Il racconto scivola da un passato recente, forse ancora vivo e palpitante, ad un passato remoto che riappare come sollecitazione di una riflessione che affiora imperiosa sul tempo trascorso.
Il ritmo accelerato del cuore si adagia senza risparmio ad una osservazione calma e meditata, dove le giuste chiavi dell’interpretazione giocano di sapienza e di magistero.
“Come un sesso vertiginoso/ il mio disordine puro/ che non tiene conto degli effetti del tempo/ si è arenato/ in questa decorazione ottusa/ che non ha una sbavatura/ e non potrò/ dare a nessun ahimè,/ la prova dei tuoi baci.” (pag.24)
Riflette un lessico familiare le connessioni, le descrizioni, le pause di un tempo che cerca di riappropriarsi del viaggio amato e scomparso, riletto e speculare, in quella città che la Merini ha fatto sua in ogni pietra, in ogni passaggio.
“Ma la città è triste/ perché nessuno pensa/ che i fori del Poeta/ sbocciano per vivere molto a lungo/ per le vie anguste della grazia.” (pag. 63)
All’affollarsi delle immagini fa da substrato il morso luminoso degli incontri, di una favola che cerca continuamente quell’humus quale metafisico specchio dei sentimenti, e della voce stessa di una vita trascorsa a rincorrere il rapporto che unisce istinto ed emozioni, amore e poesia, legami misteriosi che rispecchiano malinconia e gioia in un unico abbraccio di confidenza.
L’autenticità di questa scrittura codifica un’opera che conserva la stessa dignità della poesia nell’avventura quotidiana.

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