Alessio Arena, L'infanzia delle cose

20/08/2009
L’avventura della banda di napoletani in fuga a Madrid, di Sergio Rotino
Alessio Arena con L’infanzia delle cose (Manni, pp. 278, euro 17) segna un debutto sulla lunga distanza di grande bellezza.
Perché, più che nella costruzione della trama in se stessa, questo venticinquenne napoletano affascina per la capacità di miscelare in quanto scrive visionarietà e passionalità – elementi presi direttamente dalla tradizione partenopea e da quella ispanica – e di farlo con una naturalezza disarmante, quella che una volta avremmo chiamato “onestà intellettuale”.
Napoli e la Spagna sono unite nell’unico sogno che compone il romanzo di Arena. Tanto che, se l’azione si svolge in Spagna, a Madrid, nel multietnico quartiere di Lavapiés, a farla muovere è la colonia di napoletani in fuga dal proprio destino, ma incapaci di cancellarlo. Com’è per il quindicenne Antonio Bacioterracino e famiglia.
 

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