Antonello Carbone, A Taormina, d'inverno

17/07/2013

Un mistero a Taormina e un giornalista che indaga

 “Quando si inizia a leggere un giallo si hanno delle certezze: il luogo, il reato, la vittima, il protagonista, l’indagine, il colpevole. Il libro di Antonello Carbone ha stravolto queste certezze. Alla fine non sai più se il morto è vittima, chi è il protagonista, nemmeno la stagione è certa. Carbone riesce a far diventare centrale anche il gatto che fa compagnia al protagonista”.
E’ la recensione di un lettore di “A Taormina, d’inverno”, il libro d’esordio del giornalista Rai Antonello Carbone, recentemente presentato in anteprima al Salone internazionale di Torino ed ancora in promozione con un tour, cominciato a Catania, che porterà l’autore in giro per l’Italia, partendo naturalmente dalla Sicilia. Prossime tappe: il 23 agosto a Salina alla Libreria Amanei, il 20 settembre a Milano, il 24 settembre al TaoBuk di Taormina, il 10 ottobre alla Feltrinelli di Messina, il 15 ottobre alla libreria Biblios Café di Siracusa. In via di definizione altre date di Palermo, Catania e Ragusa. In calendario, inoltre, appuntamenti autunnali con il Teatro Stabile di Catania e poi Reggio Calabria, Gubbio e Roma.
La storia è uno spaccato di vicende siciliane raccontata in 54 brevi capitoli che riportano titoli di famose canzoni italiane. Al centro della trama, la misteriosa morte, all’alba di un freddo giorno di gennaio, della figlia di una potente famiglia di imprenditori originari di Caltagirone.
 “Il romanzo si snoda tra Taormina, Catania, Castelmola e pure Caltagirone –ci anticipa Carbone-. Sono queste le piazze che coinvolgono il personaggio protagonista del racconto, il giornalista Giacomo Cassisi, impegnato in un’inchiesta sulla morte di una rampolla siciliana. Cassisi lavora per la sede regionale di un quotidiano nazionale, è catanese, ma vive a Taormina, da single, seppur circondato da tante donne”.
- Perché questo ricco universo femminile? Eppure il libro non lascia tanto margine ai sentimentalismi…
“Apparentemente è così. Forse perché Cassisi, con quell’aria bohemienne, offre poco spazio alle emozioni. Ma la presenza delle donne, laddove c’è un mistero, è quasi d’obbligo, poiché loro sono spesso depositarie di segreti o, comunque, di inarrivabili verità…”
Scrive Roselina Salemi nella prefazione, il protagonista “è un uomo costantemente alla ricerca della verità, che si muove tra le difficoltà di una Sicilia diversa rispetto a quella conosciuta e nostalgicamente arcaica, piuttosto moderna ma pur sempre terra di misteri”. “Ma in A Taormina, in inverno –aggiunge la Salemi- siamo più dalle parti di Leonardo Sciascia, del suo ultimo, rarefatto, romanzo ‘Una storia semplice’. E come in Sciascia e Bufalino, incontriamo verità reali e verità apparenti…”
“Nel mio libro non c’è mafia, non ci sono atti di inaudita violenza –puntualizza Carbone- ci sono però poteri forti e reticenze, tipiche di determinati contesti elitari. Quanti delitti insoluti, non a caso scrivo nel testo, si sono consumati all’ombra dell’Etna?”
Cassisi è un reporter a caccia della verità, per se stesso, pur non essendo il classico investigatore di mestiere, né un commissario di Polizia né un maresciallo dei Carabinieri. E’ un intellettuale, che sfoga le sue nevrosi disegnando. Ed è proprio un ritratto che casualmente fa da sfondo alle sue ricerche, con un volto femminile (anche qua) che egli abbozza, “senza sapere esattamente chi rappresenti, ma con la sensazione di conoscerlo bene”.
“La prima stesura di questo libro si intitolava non a caso ChiaroScuro, perché tutto è cominciato da una matita 6B che una sera di alcuni anni fa stavo effettivamente utilizzando per disegnare qualcosa –spiega ancora lo scrittore-. Poi, invece, con la stessa matita cominciai a scrivere l’incipit di questo racconto. Non ebbi subito l’ispirazione della storia, poi venuta fuori quasi per caso. Solo a quel punto ho ambientato la vicenda a Taormina e ho affidato l’indagine ad un giornalista. Infatti, di commissari e marescialli in giro ne abbiamo già visti ed io avrei potuto descrivere meglio soltanto ad un personaggio molto simile a me, che magari ragionasse a modo mio: così è nato Cassisi. Ovviamente un po’ mi somiglia, ma nel libro di autobiografico non c’è mica tanto…”
- Cassisis ha le caratteristiche di un nuovo eroe popolare. Tornerà?
“Qualcuno in effetti mi ha chiesto se ritornerà, perché il genere e il personaggio si prestano ad una serie. Inizialmente nemmeno volevo sentirne parlare. Adesso mi sono convinto. Dopo Natale perciò rispolvererò dal cassetto la seconda storia, che già esiste, ma che sarà ambientata altrove. Intanto mi dedico alla promozione di questo libro e alla stesura della sceneggiatura, perché presto ne potrebbe nascere una produzione. Ma al momento non posso dire altro, se non che amici attori come Manuela Ventura, Mario Opinato o Antonio Catania (che mi hanno incoraggiato parecchio o mi hanno accompagnato nelle presentazioni) spero ancora di averli come compagni d’avventura”.
 

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