Come si fa

30/05/2012

Il marziano, di Serafino D’Onofrio

Lenin era un tipo deciso, a cui successe (subentrò) un tipo troppo deciso, anzi feroce: Stalin. Ma a Lenin successe (capitò) di avere anche momenti di incertezza. 110 anni fa, pubblicò un celebre libro indeciso: "Che fare?". Stss, silenzio! Sono nella sala affollata del centro sociale Vag 61. Si presenta il libro di Franco Berardi Bifo e Valerio Monteventi, dal titolo rassicurante: "Come si fa - tecniche e prospettive di rivoluzione". Stss, silenzio! In sala, vecchi compagni senza futuro e giovani precari senza futuro. Ma c'è una new entry: Salvatore 'o prufessore, un intellettuale napoletano che arriva con altri due ospiti del Dormitorio pubblico. I 3, che vivono al Sabatucci, hanno solo 3 euro, chiedono 3 birre e 3 libri in prestito. Li accontentano. Stss, silenzio! Vedo la sagoma lungagnona di Donato, maturo video-maker del Centro sociale. Tempo fa, Donato ci regalò canzoni indimenticabili (stonate). Poi ha trovato una via: la "Via Lattea". Dal nome del negozio di deliziosi latticini pugliesi che ha aperto in uno stanzone deserto del Mercato delle Erbe. Vende nodini, mozzarelle, ricotte, burrate e caciocavalli a "centimetri-zero". Cioè, li prepara un casaro esperto, nella stanza di fianco. Al Vag 61 non sentiranno più canzoni stonate. Donato va a letto presto. Alle 4 del mattino, sulla Tangenziale, va incontro al frigo-furgone che porta la cagliata fresca da Gioia del Colle. Stss, silenzio! Bifo è un veggente. 5 anni fa, ho sentito le sue lucide profezie sulla crisi del capitalismo finanziario che ci divora. Non esagerava e aveva previsto tutto. Il "finazismo" strozza i poveri, i borghesi e i Paesi. Bifo sostiene che il debito internazionale non va pagato e che il fallimento di un Paese è preferibile alla morte per fame dei suoi abitanti. Oggi iniziano a pensarla così anche alcuni economisti moderati. Bifo non è in sala perchè porta nel mondo il verbo dell'insurrezione. Conferenze nella biblioteca di Alessandria d'Egitto, che fu diretta dal poeta e filologo Zenodoto di Efeso. Prima, 45 giorni di seminari all'Accademia di Belle arti di Beirut. Poi, a Sofia, le masse bulgare. Ora, in Romania, sostiene un partito pieno di ottimisti: il “No Hope” (Nessuna speranza). Stss, silenzio! Valerione chiude la serata, leggendo un pacato appello dell'agitatore anarchico Errico Malatesta agli insorti della Settimana Rossa del 1914: "... Bisogna che nessuno manchi di pane, che nessun bambino manchi di latte, che gli ospedali siano forniti di tutto l'occorrente... Noi non intendiamo, ora, abolire la proprietà individuale... Ora non è più sciopero, è rivoluzione... Ciascuno faccia quello che può, non si sciupi la roba, né il pane, né le munizioni. E si badi di non abusare di bevande alcoliche; perchè è tempo di tenere la testa a posto".

Cerca libro

News