Cristante-Flore, Vendola contro tutti

26/01/2011

Ancora Vendola

Si è aggiunto da alcune settimane in libreria ai numerosi volumi che accompagnano di recente l’ascesa alla leadership del centro-sinistra del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ma lo fa con una ricerca approfondita sulla vittoria del leader di SEL alle ultime elezioni regionali. Parliamo della nuova ricerca di Stefano Cristante e Pasqua Flore dal titolo Vendola contro tutti. Candidati reali e digitali nella campagna elettorale del 2010 in Puglia (Manni Editori, pp. 232, euro 20). La campagna delle elezioni pugliesi del 2010 ha infatti rappresentato un caso politico prima ancora del suo avvio ufficiale: il governatore uscente Nichi Vendola, osteggiato dai vertici del Partito Democratico, vince le primarie del centrosinistra con larghissimo margine. Adriana Poli Bortone, in predicato di diventare la sua avversaria nello schieramento di centrodestra, viene accantonata dopo una defatigante trattativa in favore del candidato Rocco Palese, braccio destro del ministro Fitto. Infine, la campagna elettorale: la netta vittoria di Vendola contro un centrodestra diviso. Come hanno agito (e influito) i media in questo scenario?
L’Osservatorio di Comunicazione Politica dell’Università del Salento ha registrato le mosse dei media, sia quelli della tradizione audiovisiva e della carta stampata, sia quelli legati alla Rete. Compaiono in questa ampia indagine le parole dei candidati acquisite da Facebook, da YouTube e da Internet, le loro dispute e le differenti maniere di rapportarsi ai nuovi mezzi. Non mancano analisi dettagliate su come la tv e la stampa hanno rappresentato una campagna ricca di colpi di scena, che ha fatto della Puglia un epicentro delle trasformazioni politico-comunicative italiane. Il volume è stato presentato la scorsa settimana a Bari alla presenza degli stessi protagonisti che hanno curato le campagne elettorali dei contendenti alla carica di governatore pugliese. Nell’occasione, Felice Blasi in una recensione al volume pubblicata sul «Corriere del Mezzogiorno», si è soffermato sulla novità del «fenomeno delle Fabbriche di Nichi, una versione più strutturata dei comitati di partecipazione civica nati nel 2005 a sostegno della prima campagna di Vendola. Gli interrogativi che attraversano tutta la ricerca sono essenzialmente due: quanto hanno contato il cyberspazio vendoliano e le Fabbriche nella vittoria del candidato? E qual è il loro livello di democraticità? Sono domande a cui gli autori non danno una risposta definitiva: Cristante ammette che la percezione pubblica e la rappresentazione virtuale di Vendola non si è tradotta in una netta affermazione di maggioranza, poiché «come si potrà vedere dai risultati -ricorda -la vittoria del centrosinistra sarebbe stata ben più ardua se il Pdl e l’Udc/Io Sud avessero avuto un unico candidato». E nel saggio conclusivo del sociologo Carlo Formenti, «Considerazioni sul futuro delle Fabbriche di Nichi: comitati elettorali o cybersoviet?» , pur in una lettura positiva del fenomeno delle Fabbriche, ne sottolinea i rischi di populismo mediatico, di rapporto carismatico tra leader e cittadini, di americanizzazione e di berlusconizzazione che potrebbero avere sullo stile politico di Vendola».
 

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