Emanuele Verzotti, Distinto quarantenne

17/05/2016

Montichiari: pathos e suspence, di Federico Migliorati

Alessandro è uno stimato promotore finanziario, ambizioso e volitivo quanto basta per bruciare le tappe di una carriera interessante. La sua è una famiglia tipo: una moglie premurosa e un figlio adolescente che cresce tra studio e musica. Tutto, dunque, potrebbe apparire normale se non fosse che la vita che gli si prospetta davanti non risulta poi così attraente come egli vorrebbe: cerca le donne, Alessandro, per uscire da un menage familiare che sa di stantìo, una gabbia magari “dorata”, ma pur sempre una gabbia. Cerca vivacità, avventure, passione perduta.

E così, di giorno in giorno, esplora l’universo femminile, riscopre emozioni sopite, sperimenta nuove forme di conoscenza. Eppure non si sente del tutto appagato da rapporti in fin dei conti “usa e getta”, forse proprio perché, nella società opulenta del Nord-Est, il tutto diventa spesso il niente, se non ci si aggrappa a qualcosa di duraturo. A raccontare le vicissitudini di Alessandro è Emanuele Verzotti, monteclarense, bancario di professione e scrittore per passione, che ci conduce con il romanzo “Distinto quarantenne” nell’universo di un uomo alla ricerca del gusto vero della vitaScritto con uno stile privo di fronzoli, essenziale e diretto tanto da aver ricevuto recensioni positive dall’insigne critico letterario Giorgio Barberi Squarotti, il romanzo di Verzotti, edito da Manni, indaga a fondo con occhio attento la molteplice crisi dell’epoca moderna che è crisi di valori, di identità e non solo economica.

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