Francesco Colizzi, L'aggiustatore di destini

08/02/2016

 Recensioni, di Chiara Papa

Nella bella città bianca, Ostuni, in provincia di Brindisi, un giovane medico che sta per terminare la specializzazione in psichiatria si ritrova a dover soccorrere una potenziale suicida. Da qui prende il via, come fosse l’ouverture di un’opera tragica, L’aggiustatore di destini (Ed. Manni 2015), di Francesco Colizzi. Psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Centro di Salute Mentale di Brindisi, impegnato nel volontariato internazionale. Dopo i saggi Inseguendo le cose (Schena 1996), Danzatori e orchestrali (Barbieri 1998), Un potere più grande (La Meridiana 2010), Eutopia (La Meridiana 2012), è giunto al suo primo romanzo. Esordio più che riuscito, dato che Colizzi è riuscito a comporre una sceneggiatura dalla trama formata da più trame come un’ omerica tela che si fa e si disfa ed in cui ogni filo è legato agli altri attraverso un unico elemento comune: il desiderio di un uomo di diventare l’ “aggiustatore” dei destini altrui. Mentre il destino del dottor Nilo si delinea chiaramente allorché si ritrova ad aiutare pazienti psichiatrici ed in particolare Lucia, una giovane universitaria, bella e tormentata. I personaggi de L’aggiustatore di destini sono ben caratterizzati, è facile immedesimarsi nelle loro turbe e contraddizioni, per essi è facile provare affetto, amicizia, solidarietà, compassione. La grande capacità del dottor Colizzi è stata quella di realizzare un romanzo breve ma denso, che cattura l’emotività del lettore e lo trascina nel turbinio di vite narrate, senza mai annoiare, senza cadere nel banale, dando la sensazione che si tratti di vite vere, realmente vissute. Tutto questo avviene non perché le storie e i personaggi narrati siano tratti da reali casi clinici e biografici ma perché (citando una nota a margine scritta sul libro) “il dolore mentale è un fatto universale”. E il dottor Colizzi, da grande conoscitore del mondo delle malattie psichiatriche, racconta quel dolore nel suo stile lineare, a tratti puramente realistico e lo filtra attraverso la sua personalità empatica e luminosa, regalandoci un libro che è un dono da fare innanzitutto a se stessi.

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