Francesco Santanera, Adozione e bambini senza famiglia

22/02/2014

Anfaa, 50 anni dalla parte dei piccoli, di Daniela Pozzoli
 

Il nome di Francesco Santanera, classe 1928, nei racconti di chi si occupa di adozione in Italia, è subito associato all’idea di «padre dell’adozione». E senza esagerare: anche a lui si deve la nascita negli anni Ottanta di una cultura «dalla parte dei minori». La riforma italiana della legge sull’adozione, varata nel 1983, chiesta a gran voce dall’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie) di cui Santanera è stato presidente dal 1962 al 1971, è stata tra le più avanzate nel mondo. Oggi nel volume «Adozione e bambini senza famiglia» (Manni editore, pgg 364, 22 euro) Santanera ha raccolto i suoi scritti comparsi anche sulla rivista «Prospettive assistenziali», in cui è possibile ripercorrere la storia dell’adozione negli ultimi 50 anni in Italia. Niente di celebrativo – non sarebbe in linea con il carattere ruvido dell’autore – piuttosto la cronaca di una battaglia in difesa del diritto, quello più scontato, di ogni bambino ad avere una famiglia «vera», a tutti gli effetti, anche legali, ereditari, fatta non solo di genitori, ma di nonni, zii, cugini: una famiglia adottiva. E in difesa della dignità di adolescenti ed emarginati di cui Santanera si è sempre occupato.

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