Giuseppe Fiori, Frittelle d'acqua

23/02/2007

L'altro Pulcinella di Giuseppe Fiori, di Ignazio Minerva

Se un bambino trova in un parco un costume di Pulcinella e la sua maschera nera nasuta può succedere di tutto. Per esempio che Cino, questo il nome del fortunato, possa volare a Napoli e rivivere tutte le avventure di “Pulcinella” attraverso il magico gioco dell’essere un altro. Frittelle d’acqua è il nuovo libro di Giuseppe Fiori, pubblicato da Manni nella collana Bibò, con i disegni di Cristina Giammaria. Fiori, che è autore di saggi e manuali sulle tematiche amministrative ed educative ha esordito nel 1979 con un libro di favole, Celestino e Ribò, ripubblicato di recente. Il titolo è presto spiegato: quando Cino indossa l’abito bianco l’acqua di una fontanella diventa fragrante e sfiziosa, con le mani a coppa può bere quel liquido increspato che sembra quasi una frittella. Subito dopo Cino si stende su una panchina, si appisola e inizia a sognare in napoletano la casa dei numeri vincenti per «’nu belle terno sicche». Al momento del pranzo si ritrova su uno scoglio a pescare bruchi e farfalle e utilizza il Vesuvio come un pentolone. Versa nel cratere un pizzico di polvere da sparo, sale e pepe quanto basta, e ottiene un geyser di pesci vivi con una grossa seppia che schizza liquido nero: il vulcano «luccica come fosse coperto d’ossidiana». Cino-Pulcinella a un certo punto cerca di trovarsi un lavoro, inizia a vendere acqua e anice nelle strade, ma riesce a causare un’eclisse con un palloncino ripieno che oscura il sole. Non gli va meglio quando si improvvisa disegnatore ambulante e i personaggi abbandonano i fogli di carta portando lo scompiglio in città, fino a richiedere l’intervento dei carabinieri non a cavallo ma sui pattini. Pulcinella, è ovvio, si presenta ai piccoli lettori anche nelle vesti di pizzaiolo, viene fuori da una nuvola di farina come un cantante rock, impasta e decora la pizza come «’a pommarola ’ncoppa e ’a mozzarella filante, ma filante assai», tanto da uscire da quel racconto e voltare pagina.
I diritti derivanti dalla vendita del volume saranno devoluti all’Unicef di Bari.

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