Nichi Vendola, Ultimo mare

15/10/2003

L'elogio della debolezza dell' "aristocratico" Vendola, di Folco Portinari


[...] le due tensioni che danno senso e sostanza alla poesia. Una, la razionale, con la consapevolezza dello scacco esistenziale; l'altra morale, dominante, tirata in gioco la storia a scoprire una tradizione antica di "assenza", eredità ermetica dura a morire. Queste due tensioni trovano un loro punto di incontro in una parola (titolo d'una raccolta) cui è conferito un profondo significato morale, in controtendenza: la parola è "debolezza". Cioè l'opposto di quella su cui s'impernia tutta la Storia, da sempre e in specie nell'ultimo secolo, ideologizzata: "forza". Su una parola il passaggio dall'esistenziale al politico è agevole. Perciò vien naturale leggere queste come poesie "civili", secondo una vecchia formula, poesie radicate nella storia.

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