Pasquale Voza, L'utopia concreta

23/01/2010

Il '68 tradito da politica e terrore, di Felice Blasi

È bene ridare un’occhiata al ’68, in un’epoca di colpevolizzazione di quell’anno cruciale, compiuta spesso da quanti allora ne furono gli apologeti e che oggi lo individuano come causa di tutti i mali italiani ed europei, origine degli eccessi di politicizzazione e, secondo alcuni, anche del terrorismo, come della presunta egemonia della sinistra ai vertici delle istituzioni culturali, educative e informative. Fu invece un momento di modernizzazione e di democrazia della società italiana, e furono al contrario proprio la politica e il terrorismo che ne distrussero gli slanci più innovativi, dentro un «grave appiattimento istituzionalistico», sostiene Voza: rimase del tutto sconosciuta, anche agli esponenti politici che si consideravano più esperti al cambiamento, come Pietro Ingrao, la vera natura delle trasformazioni sociali, dei poteri e dei saperi, che erano in corso. Un volume che, da questo punto di vista, apre una critica anche verso l’ingraismo barese dentro il Pci, la cui tensione progettuale, conclude Voza, «si indebolì progressivamente sino a diventare una nobile retorica, eretica, ma pur sempre retorica».

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