Sirella D'Amato, Nullo D'Amato

09/04/2006

L'amor filiale in tempi e luoghi, di Dino Levante


Di solito, con i suoi amici, molti dei quali erano illustri cattedratici, durante Carnevale ci si incontrava in una festa, riuniti da un giovanissimo professore di glottologia di Novoli. Era in casa del giovanissimo Oronzo Parlangeli che, nei primi anni ’50, trascorrevano le serate indimenticabili, delle quali non mancano le foto, con le immancabili stelle filanti.
Questo è solo un flash, un piccolo lampo di luce nella lunga memoria degli anni a puntegguare la narrazione di Sirella D’Amato, racchiusa nel libro Nullo D’Amato. Il tempo e i luoghi (Manni, 96 pagine, 10 euro). Attraverso i venti capitoli del volume si entra in una galleria, questa volta una mostra di fotogrammi di ricordi, quella disposta in ordine, con amore filiale dall’autrice che non è soltanto una figlia che racconta del padre, della sua vita e del lavoro. Attraverso le accattivanti pagine, scritte con piacevole leggerezza, riporta indietro il lettore in quell’epoca brillante e colma di fermenti artistici. Narra del paese, della società nel suo mutare, dell’Europa ai suoi primi passi, del successo e poi del declino degli anni tra i ’60 e i ’70. le immagini, tratte dall’archivio personale, aiutano a fermare, come in una cornice poco definita, la tela interna, fitta e ricca di colori sfumati, degli accadimenti che hanno caratterizzato la vita di uno dei più apprezzati artisti dell’ultimo secolo, ma anche le vicende più vicine alla formazione culturale della generazione salentina dei discenti e poi docenti d’oggi. Dunque un libro, scritto non solo sul filo della memoria personale.

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