Vittorio Lanternari, Religione magia e droga

10/06/2006

Il mistero umano della religione, di Franco Volpi

La religione è lo scandalo dell’antropologia. È un fenomeno che si accompagna ovunque all’apparizione dell’uomo, essendo presente in ogni epoca e ogni civiltà. Ma al tempo stesso porta scritta in fronte, per così dire, l’implicita ammissione che l’uomo è un problema senza soluzione umana.
Vittorio Lanternari –veterano degli studi antropologici in Italia– raduna in Religione magia droga alcuni suoi importanti lavori sulla religione intesa come fattore culturale umano. Essi ruotano intorno alla definizione che egli ha dato di “religione” –termine che, come si sa, deriva dal latino ma è privo di un’etimologia e non ha un preciso equivalente in greco.
«La religione», afferma Lanternari, «è l’insieme di atteggiamenti, culturalmente determinati, socialmente riconosciuti, e solidamente praticati e vissuti di fronte all’Incontrollabile» che l’uomo organizza in un «complesso di istituzioni e di simboli» al fine di stabilire certi rapporti con «alcune potenze sovrane, ipostasi di quell’Incontrollabile», sottomettendosi a esso o forzandole a proprio vantaggio.
I saggi qui raccolti affrontano questioni intriganti: le relazioni tra credenze primitive e credenze popolari; il fenomeno del “sincretismo” con particolari riferimenti alla figura di Alessandro Magno e alla crisi della civiltà ellenica, a Costantino e al cristianesimo diventato religione di Stato, nonché alla singolare commistione latino-americana tra cristianesimo e culti indigeni; gli usi rituali e iniziatici delle droghe; l’immaginario simbolico legato ai cinque sensi, con interessanti considerazioni sul profumo e il suo significato sociale.
Osservando questa sottile riduzione scientifica della religione all’antropologia, vien fatto di pensare che Feuerbach abbia vinto la sua battaglia. Se è così, l’ultimo rifugio di Dio rimane oggi la poesia.

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