Zara Finzi, La porta della notte

12/03/2009
Un dire coeso, di Sergio Rotino
 
È una poesia dalle cadenze più narrative che liriche quella proposta da Zara Finzi in La porta della notte (Manni, pp. 104, euro 12). Alla sua terza prova l’autrice bolognese di origini mantovane trova una chiave interpretativa che apre al mondo, alla storia personale e universale del mondo. I testi
non hanno mai titolo, probabilmente per raggiungere ancora di più il senso di un dire coeso, di una prosecuzione del discorso. Che è fatto di invocazioni, di rabbia, di interrogativi spesso dolenti.
Un discorso in cui non mancano sia i momenti di paura che di stasi e di gioia canticchiata
a mezza voce come a non volerne incrinare la purezza. Finzi propone comunque una poesia forte, che tende a un dire alto privo però di inutile magniloquenza.
 

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