Argomento “Gazzetta del Mezzogiorno - Bari”

Alberto Rollo, Un'educazione milanese

28/01/2018

 Educazione milanese per un mezzo pugliese, di Maria Grazia Rongo

Paolo La Peruta, Senza Pace

25/11/2017

Un giallo in biblioteca, di Roberta Monaco

Paolo Comentale, Otello cane d'Aprile

23/04/2015

La Resistenza narrata ad Aprile da Otello, di Giuseppe Dimiccoli

Gianni Miniello, Anche le stelle cadenti

15/11/2009

Il libro è l'amico che ti sta accanto, di Antonello Raimondo

Luigi Malerba, Parole al vento

25/10/2008
Le Parole al vento di Luigi Malerba, di Enzo Mansueto
 
Scomparso lo scorso maggio, ottantunenne, lo scrittore Luigi Malerba è uno dei più grandi interpreti della lezione del Novecento nella nostra letteratura. Nella sua opera, infatti, si sintetizzano il lavoro linguistico, la percezione assurda della realtà e il gioco creativo tipico di quei neosperimentalismi che, con grande personalità, attraversò.

Langiu-Portaluri, Di fabbrica si muore

09/05/2008
Manfredonia arsenico e vecchie verità, di Livio Costarella
 
Il 9 aprile 1997, Nicola Lovecchio, operaio del petrolchimico di Manfredonia, muore di tumore ai polmoni a soli 50 anni.
Senza aver mai toccato una sigaretta. Malattia professionale, probabilmente. La causa?

Gianni Miniello, Aveva le unghie disegnate

05/11/2006
Solo le unghie e i denti rimasero dopo l’amore, di Maria Paola Porcelli
 
Giovanni Miniello, ginecologo e autore di aforismi, è al suo primo romanzo con Aveva le unghie disegnate.
Capita in letteratura d’imbattersi in autori che alternano la pubblicazione di volumi dedicati all’indagine medica a quella su comportamenti o sentimenti.

Maria Gabriella Genisi, Come quando fuori piove

11/02/2006

L'aereo non decolla, l'amore invece sì, di Maria Paola Porcelli

Nichi Vendola, Ultimo mare

13/11/2003

L'amore prima della battaglia, di Raffaele Nigro

Politico trasparente e in perenne barricata, uomo di grande finezza culturale e umana, questo il Nichi Vendola che ho imparato a conoscere e apprezzare dai tempi in cui dialogava, seppure da un'angolazione critica e dubbiosa, con don Tonino Bello, senza abiurare alla sua posizione laica [...]; eppure commosso nel constatare che un grande uomo aveva attraversato il nostro tempo e a goderne i benefici era stata la Puglia. [...] Mi pare, questo di Vendola, un gioco intenso intorno alla candela della morte.

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