Argomento “Gazzetta del Mezzogiorno”

Fabrizio Petrelli, Mandorleamare

30/08/2005

Salento, una lingua che sa di "Mandorleamare", di Pietro Sisto


La Puglia, che in passato non si è particolarmente distinta nel campo della narrativa, sembra vivere in questi ultimi anni una nuova, brillante «stagione» grazie a un gruppo sempre più nutrito di scrittori che riescono a imporsi all’attenzione del pubblico dei lettori e della critica ben oltre i confini regionali.
Tra gli esordienti va sicuramente segnalato il salentino Fabrizio Petrelli, nativo di Monteroni, esperto di diritto per esigenze professionali ma scrittore per vocazione, che ha recentemente pubblic

Giuseppe Rosato, Di questa storia che declina

11/09/2005

Così tragico e futile, di Sergio D'Amaro


L’ultimo messaggio poetico di Giuseppe Rosato è di severa, essenziale brevità, quasi una riflessione, una ruminazione in punta di disperazione (o esasperazione).

Carmine Tedeschi, Nel giardino del padre

08/11/2005

Paesaggi d'infanzia perduti, di Raffaele Nigro


Coniugare dialettalità, descrizione dei luoghi e memoria per far emergere nel contrasto i guasti dei tempi correnti costituisce una miscela sempre esplosiva per chi voglia narrare i mutamenti, gli sconquassi, ma anche la bellezza di un tempo e di luoghi travolti dalla modernità. Così il romanzo di Carmine Tedeschi, Nel giardino del padre (edito da Manni, uno dei pochi editori italiani disposti a portare al primo esperimento).
Di Tedeschi avevamo letto qualche racconto e molte recensioni.

CPT: né qui né altrove

25/05/2005

Gli indesiderabili rinchiusi negli spazi d'eccezione, di Rossana De Luca e Maria Rosa Panareo


A destra e a sinistra da sempre il fenomeno immigrazione è stato (è) affrontato attraverso il paradigma dicotomico regolare/clandestino: il primo da “integrare”, il secondo da “respingere” anche con misure eccezionali, perché potenziale criminale e, dopo l’11 settembre, terrorista certo.

Carlo Bordini, Pericolo

07/08/2004

Una Cassandra in “Pericolo”, di Michele Trecca

Daniele Di Biasio, Prossima destinazione

29/01/2005

Se il destino è un copione, di Sergio D'Amaro


Destini incrociati, profezie zodiacali che si animano tra uno zapping e l'altro, trame cucite col filo precario di esdistenze appena pronunciate, sfiondi urbani che si materializzano come fantasmi spaziali. [...] E' evidente la mano della professione di Di Biasio, regista e sceneggiatore, nei piani giustappositivi, nella nettezza iperrealistica dei particolari (chissà se Di Biasio ha avuto  in mente anche gli interni del pittore americano Hopper).

Paola Frandini, Giorgio Bassani e il fantasma di Ferrara

06/02/2005

La storia, gli ebrei, Bassani, di Gianni Custodero


E' anche, in fondo, una pagina di storia quella che rivive nella narrativa di Bassani: è storia vissuta a Ferrara durante il fascismo, prima e dopo le leggi razziali. [...] Bassani crede di trovare la via all'equilibrio nel concetto di storia, scrive la Frandini: è "uno storico particolare perché anche lui presente ai fatti", insieme "storico e testimone" ma "nega il progresso, aspetto cardine dello storicismo".

Rosalba Conserva, Casa Bàrnaba

25/02/2005

Il piccolo mondo perduto, di Oscar Iarussi

Un mondo perduto, o quasi, in un libro. Romanzo, memoriale, rivisitazione antropologica, trattato di cultura materiale: Casa Bàrnaba di Rosalba Conserva sfugge alla definizione di genere, coniugando più di un'istanza: letteraria, ma anche autobiografica, e microstorica nell'ottica della scuola annalistica di un microcosmo in cui le vicende alludono o rinviano a eventi generali, tessendo una trama epocale.

Giuseppe Cassieri, La strada di ritorno

17/03/2005

Giuseppe Cassieri. Un alter-ego in "uscita libera", di Michele Dell'Aquila


Anche i narratori, dunque, come gli ideologi, gli storici, i letterati, i filologi…, sentono il bisogno di uscire dai campi finora batturi della fiction o della indagine critica, per avventurarsi in quelle delle memorie domestiche e dell’autobiografia? Non c’è da stupirsene.

Romano-Marinazzo, Puglia in declino?

30/03/2004

Una leva per sollevare la Puglia, di Bepi Martellotta


La Puglia non è ancora riuscita ad interpretare la globalizzazione e tutto ciò che comporta: innovazione dei sistemi produttivi, internazionalizzazione del commercio, influenza delle tecnologie e altro ancora.

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