Argomento “Gazzetta del Mezzogiorno”

Argentina-Baini, Messi a 90

10/06/2010
Gli azzurri «Messi a 90», di Giacomo Annibaldis
 
Siamo alle solite. La nazionale italiana di calcio va al mondiale in Sudafrica e il popolo mugugna: così non supereremo nemmeno il primo turno; è una formazione di vecchietti; mancano le vere personalità… La nostra squadra parte – anzi, a ben vedere, è sempre partita – sotto i più infausti pronostici, schiacciata dal cumulo delle frustrazioni del Paese, circondata dalla «sfiducia nelle nostre possibilità».

Piero Manni, Il prete grasso

04/07/2009

Salento, hai in testa un nugolo di api, di Giacomo Annibaldis

Novecento. Gli anni della guerra

13/07/2009

Il Novecento dei ragazzi di Mesagne, di Pasquale Tempesta

E' finita la controra

15/11/2009

Addio controra, in Puglia l'incanto sa di acido fenico

Antonio Errico, Stralune

25/01/2009
Per il disertore o il suo fantasma è struggente l’attesa del niente, di Giacomo Annibaldis

Non c’è che un accento a distinguere il tràdito dal tradito, colui che tramanda da colui che diserta. E questa differenza luccica nelle prime parole del romanzo Stralune di Antonio Errico: «colui che racconta è colui che ha tradito».

Pietro Mita, Rosso Novecento

06/03/2008

Una Puglia tinta di rosso '900, di Vito Antonio Leuzzi

Giuseppe Fiori, Chi ha rubato Pecos Bill?

22/03/2009

Con Pecos Bill e l'amazzone galleggiando in riva al Tevere, di Diego Zandel

LIDI

29/05/2009

Dove batte la lingua delle minoranze, di Alberto Sobrero

Cosimo Argentina, Maschio adulto solitario

25/05/2008

Taranto, un manga che ha fatto splash, di Giacomo Annibaldis

Taranto, odio e amore. Mai forse la città dei due mari è stata così protagonista in letteratura, quanto nell’ultimo romanzo di Cosimo Argentina, Maschio adulto solitario. «Mi voltai verso la città – scrive lo scrittore tarantino, ormai brianzolo – e in prospettiva vidi quest’ammasso di cemento e acqua e immondizia e mi venne voglia di scomparire, ma in quello stesso istante mi resi conto che era proprio là che volevo vivere».

Giuseppe Cassieri, Poetica di un infelice

21/10/2008
Il sorriso abbonda sulla bocca del precario, di Giacomo Annibaldis
  
Adepto della filosofia di Bergson, il quale sostenne che «fino a quando esisterà un uomo, esisterà qualcuno che ride, che sorride, che irride», Giuseppe Cassieri continua a inscenare romanzi dove facezia e lepidezza intersecano l’allegra indignazione o la scherzosa denuncia delle ossessioni moderne.
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