Argomento “Internazionale”

Alberto Rollo, Un'educazione milanese

03/07/2017

Com'è l'Italia vista attraverso i libri finalisti allo Strega, di Christian Raimo

Grano o grane

07/04/2006

Il saggio deve prevedere non pentirsi


“Il saggio deve prevedere e non pentirsi”, ricorda una citazione di Mario Capanna nella prefazione a Grano o grane. Il libro prende il nome dal progetto sostenuto dal Consiglio dei diritti genetici e serve a capire, e quindi a prevedere, l’impatto dell’introduzione nel mercato di grano geneticamente modificato. Un impatto economico, sociale e agricolo che per il momento in Italia è stato scongiurato dall’opposizione degli operatori del mercato alimentare.

Francesco Niccolini, Racconti civili, d'amore e di guerra

03/06/2005

Se esiste ancora una memoria collettiva


Se esiste ancora una memoria collettiva lo si deve in questi ultimi anni anche al teatro, che si è fatto carico di rielaborare e tramandare episodi della nostra storia recente. Le stragi di stato, le morti bianche dell’Enichem di Porto Marghera, la dismissione dell’Ilva-Italsider di Bagnoli, l’assassinio di Franco Marcone, dimenticata vittima di mafia, riaffiorano in questi testi. Sono racconti scritti per la scena, e si sente.

Massimo Loche, Lo scottante problema delle caldarroste

14/10/2005

Fare, non effettuare, di Simon Dunaway


Fare, non effettuare; cominciare, non dare inizio; rimediare, non ovviare; andarci, non recarsi; causare, non dare adito a; popolare, non gettonato; colpo di scena, non colpo di teatro. Il manuale di Massimo Loche, vicedirettore di RaiNews24, cerca di rimediare all’imbarbarimento linguistico dei telegiornali nazionali. I servizi sono sempre più pieni di errori e di parole prese in prestito, a sproposito, da lingue straniere o dal linguaggio burocratico.

Rossella Rega, Mediaguerra

21/01/2005

Libri


Prima l'operazione Desert Storm, "una guerra in formato videogame": poi l'intervento in Kosovo, presentato come "guerra umanitaria", che ha beneficiato di un consenso ampio e trasversale; poi la guerra in Afghanistan, che ha diffusio nozioni propagandistiche come l' "asse del male" e gli "stati canaglia"; infine Iraqi freedom, con l'esordio del giornalismo embedded. La guerra dei media non è meno importante di quella combattuta sul fronte.

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