BiBò, per abituarsi al piacere di leggere

data: 
10/02/2005

Birilli e bowling
«Si è voluto colmare un vuoto qui in Puglia, mancava del tutto una letteratura per l’infanzia»: parola di Giuseppe Fiori, direttore e anche uno degli scrittori della nuova collana BiBò dell’editore salentino Manni, presentata alla Libreria Laterza-Ragazzi di Bari, presenti anche un bel po’ di giovanissimi ben distinti tra i partecipanti adulti come attenti e spiritosi intervistatori. Dunque BiBò in onore di un personaggio rubato da una famosa striscia del giornalino che imperversava tra i ragazzini, ora genitori quarantenni, lo storico Corriere dei Piccoli, ma anche acronimo, come ha spiegato Agnese Manni, di birilli e bowling; il primo, antico gioco dei nonni, il secondo, il bowling per l’appunto, tipica passione dell’adolescenza prima dell’avvento del pc. Dunque le fasce di età prese in considerazione, quelle più delicate «visto che purtroppo si legge con piacere – ha continuato Fiori – fino agli 8 e poi si smette verso i 14»: si cercherà con questa serie di proposte (ricordiamo la presenza in collana del piccolo volume di Tina Anselmi che illustra il fenomeno della resistenza sotto forma d i domande e risposte ad un’immaginaria nipotina) ad abituare i ragazzini tra i 9 ed i 15 al piacere della lettura e di stimolarli al dibattito. Alla base di questa proposta editoriale c’è l’idea di rimanere lettori per tutta la vita. «Perché no?» ha detto Fiori.
«Magari si potessero leggere fiabe fino a 80 anni! Io credo nel loro immenso potere. Il mio problema è che ho nel corpo un adulto di cui mi voglio liberare». E di Giuseppe Fiori si è apprezzato l’incipit di Celestino e Ribò, una favola ecologica, la storia di un’amicizia tra un bambino e uno scimpanzé, giocato tra realtà e fantasia, come l’intervento di Ermanno Detti, il cui humor toscano ha conquistato i ragazzini. «È mai possibile che subito dopo la lettura delle mie storie, la prima domanda che mi rivolgete sia sempre la stessa: se sono uno scrittore vivente?» Ritmato arriva questo suo nuovo lavoro, Tre casi per il detective Nick Pugnoduro, un intrigante percorso risolvibile solo se si conosce la fiaba che lo nasconde.



Felicita Scardaccione, "Corriere del mezzogiorno", 10 febbraio 2005

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Formato: 2020-11-27
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