Fabrizio Petrelli al Premio Cuneo

data: 
05/07/2005

Due libri salentini sono tra i finalisti del Premio Cuneo. Si tratta di Mandorleamare di Fabrizio Petrelli (Manni Editori) e di Lo scriba di Càsole di Raffaele Gorgoni (Besa Editore). Il primo è un romanzo che nasce da un ritrovamento: attraverso un lungo periodo di tempo un manoscritto “fotografa” attraverso una serie di scatti intervallati negli anni, una storia d’amore.
Il secondo, fantastorico, adombra nella testimonianza di uno scriba i veri, inquietanti e complessi motivi della strage di Otranto. Due scritture diversissime tra loro che hanno in comune il senso del tempo e della memoria e che a Cuneo concorrono insieme a romanzi pubblicati da case editrici come Marsilio (Avene selvatiche di Alessandro Preiser), Piemme (Il longobardo di Marco Savador), Mondadori (Nihal della terra del vento di Licia Troisi), Baldini e Castoldi Dalai (Richiamo di sangue di Bruno Perini).
Il Premio Cuneo nasce da un’idea sperimentale all’interno della Fiera del Libro di Torino e poi portata avanti da un gruppo di lettori cuneesi. I romanzi finalisti sono 25 su 150 segnalati. I romanzi d’esordio finalisti dei nuovi narratori italiani vengono letti da “comitati di lettori”, che scelgono il vincitore e segnalano autori particolarmente interessanti. Partecipano a questa lettura numerosi comitati, di adulti (sia in Italia che in Francia) e di studenti.
Ogni anno inoltre uno scrittore esordiente italiano è invitato dai comitati di lettura francesi a Chambéry in maggio per il “Festival du Premier Roman” e a Nizza, in giugno, per il “Festival du Livre”. L’edizione in corso si concluderà con la premiazione durante la manifestazione “Scrittorincittà” nel mese di novembre.

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Formato: 2020-11-27
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