In libreria L'ultimo turno di guardia di Alberto Rollo

Alberto Rollo
L'ultimo turno di guardia

 

Che meriggio lungo,
immobile, feroce ci corteggia
dal cerchio di finestre. Che catena
di tetti, spigoli, acutezze
è inchiodata alla calce
umida del cielo.
Non passa, pensi, mio pretino. Passa,
invece, e d’unghie
metalliche segna, di stridori,
il mio durare, il mio guardare.

 


La scena è l’interno di una torre, forse cella di isolamento, forse appendice di un nosocomio, forse rifugio metropolitano: comunque un luogo di segregazione e contemplazione.

Chi parla è un malato di tempo, una figura a metà strada fra l’avo vaticinante, il lungodegente, il condannato. Il suo interlocutore è una sorta di liquido testimone, di infermiere-carceriere. Una spia neghittosa.
L’allettato parla, immagina, comanda, si commuove, mette in disordine i ricordi, e l'altro ascolta, più distratto che ammaliato, più sordo che sedotto. Entrambi confitti nello spettacolo di un transito senza fine.
 

Alberto Rollo torna alla scrittura con un poemetto teso, nervoso, allucinato.
Un lavoro che l’ha accompagnato per almeno un quarto di secolo.


Domenica 25 ottobre alle ore 11 Alberto Rollo presenta il libro alla Libreria Centofiori di Milano con Marco Balzano.

 

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