Antonio Errico, Viaggio a Finibusterrae

09/01/2015

L'audace romanzo di Errico, di Paola Bisconti

Nulla di ciò che leggiamo nel vasto panorama letterario ci prepara all’audacia dei romanzi di Antonio Errico, uno dei più grandi del nostro tempo e della nostra terra. “La pittora dei demoni” pubblicato da Manni Editore è la conferma di un nuovo capolavoro in cui Errico con il suo stile personalissimo narra una storia d'amore fortemente tormentata con un tale ardire da far credere al lettore di viverla in prima persona.
La trama ambientata a Napoli e nel Salento, in un Seicento inquieto e torbido, suscita nell’incalzare delle pagine, il desiderio vorace della lettura che rapisce in un vortice ardimentoso di passioni perché l’autore con la scaltrezza che gli è propria, analizza la dimensione umana e artistica di un uomo e di una donna che lasciano trasmutare le proprie vite nell’arte.  
Le frasi brevi che esaltano l’essenza del contenuto offrono il ritratto dei due protagonisti: lei dipinge demoni in una chiesa sconsacrata mentre lui suona il violino affascinando potenti e disperati. Lei cerca disperatamente di riprodurre il “buio silenzioso”, lui Arcangelo Maroviello, tenta di suonare il silenzio.
L’amore tra i due predomina nel testo che elegantemente affascina grazie alla sublime tecnica narrativa di Antonio Errico in grado di esaltare i turbolenti stati d’animo di entrambi trasformando i sentimenti in pensieri, i pensieri in parole. Parole che non ci si aspetta di leggere perché così dannatamente vere.
Nel romanzo le fragilità dei personaggi si incontrano generando una forza dirompente che cerca un’anima nella quale sprofondare. Ed è in quel groviglio di sensazioni che l’equilibrio visivo e sonoro si esaurisce nell'armonia della scrittura.
Antonia Errico nel suo libro “La pittora dei demoni” svela la cupidigia, l’insaziabilità della bellezza restituendo all’arte, il movimento della vita. 
 

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