Donato Valli, Chiamami maestro

02/02/2009
Come un padre, di Daria Ricci

Di nobili origini. Nativo di Lucugnano. Poeta. Girolamo Comi, personalità complessa del Novecento italiano.
Donato Valli nativo di Tricase, dove vive quando non è a Lecce. Ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Lecce e Rettore nella stessa Università dal 1983 al 1992. E  Chiamami maestro. Vita e scrittura con Girolano Comi  di Donato Valli , in questi giorni in libreria edito da Manni. Un maestro, il grande Comi e un discepolo, Donato Valli, che  diventa a sua volta maestro. Un diario, inedito, intenso, che Donato Valli fedelmente trascrive, facendoci conoscere il grande poeta Comi. Entrando con sensibilità e amorevole discrezione nella sua vita. Vengono rievocati i lunghi anni da cui emerge nitida la figura del poeta che in tempi bui rapportava il Salento alla cultura italiana, e la storia di una generosa amicizia intellettuale. Un atto d’amore quello di Donato Valli per il poeta Girolamo Comi che si delinea già leggendo le prime pagine del volume. “Buongiorno, barone’. Mi guardò arcigno: “Non chiamarmi barone non sono barone. Corressi il tiro e mormorai timoroso: “Buongiorno, professore”; mi rispose non sono professore; non ne ho il titolo e non ho mai insegnato”. Non sapevo più cosa dire, mi veniva da piangere. Lui paternamente disse: “Chiamami così come fanno i russi, con il nome e cognome: Girolamo Comi!”. “Ti prometto che tornerò”, dissi con voce ferma. Cominciò così, da quel giorno, una solidarietà simile assai a quella che corre tra padre e figlio.  

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