Giorgio Morale, Paulu Piulu

31/01/2006

C’era una volta un bambino, di Massimiliano Mineo 

Dobbiamo esser grati a Giorgio Morale per il suo Paulu Piulu, debutto letterario dello scrittore avolese, che l’editore Manni pubblica nella collana Pretesti. Grati per questo delicato amarcord di una Sicilia che probabilmente non esiste più, ma che pur nella durezza di una povertà gravosa ma dignitosissima, resta per il protagonista terra amata e odiata al tempo stesso. Di Paolo, evidente alter-ego del Morale, ci viene raccontata la primissima infanzia, sino ai giorni del collegio, in un rapido susseguirsi di brevi e intensi capitoli. Abbiamo così modo di gustare, attraverso l’alone del ricordo, la
scoperta del mondo da parte di un bimbo che sogna l’America come terra di benessere irraggiungibile, ma per il quale invece la fuga si identificherà con un ben più triste trasferimento dei genitori in Germania, dal quale all’ultimo momento lo salverà un insperato aiuto del nonno. Molto ben tratteggiate le figure dei parenti di Paolo, descritte nella loro profonda
sicilianità, come assai riuscita sembra la descrizione dell’edipico rapporto con la madre. 

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