Nicola Vacca, Incursioni nell’apparenza

15/12/2007

Poesie d'amore e di dolore, di Aldo Di Lello

L’amore talvolta si svela nel dolore. Allora la poesia riesce a dire l’indicibile. Sono versi potenti quelli che ci regala Nicola Vacca in questa sua nuova raccolta, ti ho dato tutte le stagioni. È il diario di un calvario vissuto in due. È l’irrompere della malattia nella moglie. L’attraversamento della sofferenza. La vittoria finale dell’amore. La vita che scopre altri colori.
Il poeta che ci rivelato la civiltà delle anime ora affronta il maelstrom. E ci dice come è uscito dalla marea oscura. Perché s’è salvato dal naufragio del silenzio e del dolore solitario: «Non mi sono arreso/alle spine nella tua carne./ La necessità di appartenerti/ha avuto ragione del vento/che annienta e dice».
La particolarità e la forza di questi versi stanno nell’essere poesia duale. La moglie non è la semplice ispiratrice della poesia, ma ne è la presenza viva. È l’alterità che esce da sé per giungere al punto di fusione: «Quando mi hai raccontato/ del sole nero che oscura la carne, / anche la mia ha cessato di battere».
Presenza viva e illuminante: «non hai torto quando/dici che il dolore è/l’errore fatale di Dio». È la scoperta di una saggezza nuova: «Si muore poco per volta/impariamo a vivere». E di una consapevolezza nuova: «Ancora una ragione / per credere nella vita/ che si nutre di dolore».
Scrive Antonio Debenedetti nella prefazione che qui la coppia «trionfa sull’abbattimento, sullo strazio, sul precipitare dello sconforto». La coppia «non sembra avere alternative. O questa monade a due facce o l’inferno della solitudine».
Per noi è una lezione di vita affidata al miracolo della parola. Per la coppia è la vita nuova esplorata e rivelata dalla poesia.

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