Trotula de’ Ruggiero, L'armonia delle donne

23/12/2014

"Trotula? Una vera rivoluzionaria", di Paolo Romano

“Qualcuno ha messo in dubbio l’esistenza storica di Trotula. Ma sono labili tentativi storici dei colleghi medici maschi che non tolleravano la presenza femminile nella professione”. Per Piero Manni, editore e curatore per l’omonima casa editrice del libro “Trotula de’ Ruggiero - L’armonia delle donne” non ci sono dubbi: “è stata la medichessa che per la prima volta, mille anni fa, ha saputo proporre una rivoluzionaria medicina di genere, per le donne”.
L’altra mattina Manni ha presentato a Salerno il suo recente volume che ripropone a sua cura il “De ornatu mulierum”, ovvero il Trattato medievale di cosmesi con consigli pratici sul trucco e la cura del corpo perché - come ricordava la prima donna medico dell’antica Scuola Medica Salernitana - “ogni donna può essere bella, non esistono donne brutte”. Con gli interventi di Erminia Pellecchia e Luciano Mauro, il volume è stato presentato nello scenario coerente del Giardino della Minerva, per secoli luogo di riferimento per la produzione dei semplici della Medicina Salernitana. Il testo di Manni presenta la versione completa in italiano con il testo latino a fronte e si avvale degli interventi di Eva Cantarella e Andrea Vitali, giurista ed esperta del mondo greco e romano la prima, medico e scrittore di bestseller il secondo. Manni non solo ripropone con forza la figura di Trotula “cresciuta in una famiglia di medici. Il marito Plateario lo era e divennero medici anche i suoi figli”, ma porta al grande pubblico un testo introvabile in edizione economica. Più celebre infatti il “De passionibus mulierum in, ante et post partum”, ovvero il trattato di ostetricia e ginecologia che ebbe autorità e fortuna nel Medioevo. Qui invece si propongono consigli pratici alle donne sulla cura del corpo e la bellezza: il trucco, come eliminare le rughe, il gonfiore dal volto, le borse sotto gli occhi, i peli superflui, come donare candore alla pelle, nascondere lentiggini e impurità, lavare i denti ed eliminare l’alitosi, e ancora tingere i capelli, curare screpolature di labbra e gengive. “La bellezza di una donna – prosegue Manni – aveva a che fare con la filosofia della natura ed era il segno di un corpo sano in armonia con l’universo”.


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