Tu quando scadi?

11/01/2006

Posti “a tempo”, di Rossano Astremo


Tu quando scadi? è l’irriverente raccolta di racconti da poco pubblicata da Manni, con l’introduzione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Tredici testimonianze che mettono in risalto la realtà del precariato raccontato dalle generazioni che la subiscono.
Si va dal giornalista salentino che sciorina con ironia sferzante l’abbecedario dell’autentico precario, dalla A di “arrabattarsi” alla Z di “zingarisciare”, alla giovane cubista che da quando ha diciassette anni lavora nelle discoteche di Rimini e Riccione, dal “portatore sano di pizza”, studente in lettere, che per pagarsi l’affitto lavora nella pizzeria d’asporto romana. La Lella, all’assistente di volo dell’Alitalia, il quale vede rinnovarsi il proprio contratto con periodicità semestrale, vivendo costantemente l’ossessione di una possibile e perentoria esclusione.
«Sul registro molteplice dell’ironia, del sarcasmo, della paura, dell’ansia, di un dolore senza ammortizzatori –scrive Nichi Vendola nell’introduzione– scivolano i corpi dei nuovi lavoratori a cottimo, a progetto, a nero, interinali, intestinali, che sono corporeità alienata, spolpata di diritti e bisogni, chiusa nell’abito disciplinare di una flessibilità che spersonalizza, che ferisce, che talvolta uccide». Aspettando, quindi, una programmazione politica, locale e nazionale, più attenta alle esigenze dei giovani lavoratori, si accoglie questo libro come un pugno nello stomaco, che aiuta a tenere alta la guardia su un situazione tutt’altro che rassicurante.
Ma le storie non si esauriscono qui, tutte meritevoli di essere almeno accennate, dal praticante avvocato («Senza esagerare, si può affermare che fare pratica ha un costo notevole per i praticanti, raggiungendo l’assurdo paradosso di dover pagare per lavorare»), al copywriter che per acquistare un tappeto deve ricorrere al pagamento rateizzato, dalla lavoratrice in un call center, precaria a cinquanta anni, ai lavoratori interinali Tim di Bologna, assunti nel 2002 a tempo determinato nel 2002 da un’agenzia e “subaffittati”, successivamente, alla compagnia telefonica con contratti semestrali.
Un istant book che si accosta alle molte narrazioni che negli ultimi anni hanno affrontato de visu la questione del precariato, da Pausa caffè di Giorgio Falco, a Cordiali saluti di Andrea Bajani, sino ad arrivare al pugliese Francesco Dezio che con il suo Nicola Rubino è entrato in fabbrica ha dato vita ad un piccolo manifesto delle condizioni lavorative di un operaio nell’epoca postfordista.
È proprio la dimensione di “scadenza” ad allarmare e ossessionare i giovani dei racconti antologizzati, come sottolineato da Chiara Greco, autrice del racconto che dà il titolo al libro: «Nonostante in questi anni abbia avuto la possibilità di vivere un’opportunità importante, l’incertezza mi rende insofferente: mi è difficile guardare un po’ più in là, rimango comunque legata a questo meccanismo, sapendo che presto qualcosa si incepperà, ma soprattutto consapevole che non si può costruire il proprio futuro aspettando una proroga che (e di questo hai la certezza!) un giorno non arriverà».

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