Argomento “Brescia oggi”

Elisabetta Cabona, Il velo di Maia

20/05/2011

La forza lieve della poesia, di Piera Maculotti

Fermare l’attimo del Sogno. Ritrovare intatta la Bellezza. Svelare l’incanto della Natura. Con la forza lieve della poesia, luminosa sfida al tempo che corre, scompone, inganna. E’ Il velo di Maia (Manni pp.115 €13), l’ultima silloge di Elisabetta Cabona, limpidi versi che rivelano orizzonti di luce e di senso, disegnati da uno sguardo pacato e attento, teso a ricomporre in unità i “dispersi frammenti” del nostro arduo cammino.

Paola Baratto, Saluti dall'esilio

25/03/2010
L'esilio disperato della verità, di Massimo Tedeschi
 
 
C'è un esilio fisico, fatto di distanze, di confini negati, di reclusione fisica. E c'è un esilio interiore, fatto di distacco e disincanto verso la realtà in cui ci è dato vivere. Alla prima allude il titolo, alla seconda la tessitura dei protagonisti di «Saluti dall'esilio» (Manni, pp. 180, euro 18) l'ultimo romanzo di Paola Baratto, scrittrice e giornalista bresciana.

Elisabetta Cabona, Dispersi frammenti

12/01/2009

L'enigma del mondo, di Piera Maculotti

Elisabetta Luzzardi, Contrada Mocenigo

14/07/2008

La perduta contrada, di Mario Baldoli

Roberto Piumini, Il valzer muto

12/09/2008
Tra la poesia e il racconto, di Attilio Mazza

Roberto Piumini non è solamente uno straordinario scrittore di successo di poesie e di storie per bambini e autore di programmi radiofonici e televisivi: generazioni di ragazzi sono cresciute arricchendo il proprio immaginario con il suo «Albero azzurro». Su altro versante è almeno da segnalare il testo scritto con Ersilia Zamponi, «Calicanto», recentemente ristampato da Einaudi, che guida i lettori alla poesia.

Elisabetta Cabona, Il suono delle sfere

10/11/2007

Nella poesia lievi immagini chiare, di Piera Maculotti

Paola Baratto, Carne della mia carne

30/06/2007

Uno strano banchetto funebre, di Massimo Tedeschi

Una scrittura che sa offrire scorci atmosferici densi e accurati: «Quell’anno giugno fu un mese di splendore senza riserve. Un’esplosione di lucentezza, un vento che spazzava le foschie, un azzurro così carico da sembrare di pietra».
Una scrittura che scandaglia con rapidi tagli certi complicati rapporti parentali: «Sua madre l’aveva tirata su come si alleva un rancore. Inacidendo ogni volta che la vedeva».

Elisabetta Luzzardi, Contrada Mocenigo

26/04/2008
Luzzardi, l’adolescenza in Contrada Mocenigo

Il mestiere di vivere: un duro lavoro soprattutto nell’aspro tirocinio del crescere, dentro quella «specie di malattia che ti capita addosso senza averla cercata» che è l’adolescenza. Lo scrive Elisabetta Luzzardi in Contrada Mocenigo (Manni, pp.163, euro14), il nuovo, denso romanzo di formazione, ricco di sogni, pensieri e ricordi tra gioia e nostalgia, tra brescianità e autobiografia, che viene presentato domani alle 17 al Sancarlino.

Elisabetta Cabona, Oltre stagioni incerte

26/10/2006

Le memorie di Elisabetta, di Piera Maculotti

Paola Baratto, Solo pioggia e jazz

31/12/2005

Il senso del tempo nell'albergo della noia, di Massimo Tedeschi


Un gioco di specchi, un apologo sul Tempo, uno studio musicale in cui prevale il pianissimo, un acquarello in cui il verde brillante si disfa e poi si cristallizza, un arpeggio delicato sulle sillabe di un dizionario intimo.
Ci sono molti modi - lirici - per dire dell’ultimo romanzo della scrittrice bresciana Paola Baratto, Solo pioggia e jazz (Manni editore, pagine 149, euro 15). La prosa, invece, dice di un’invenzione magica e realistica al tempo stesso, irta di citazioni e genuine invenzioni.

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