Fernando Manno, Secoli tra gli ulivi

01/01/2008

Salentinità

A cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione (era il 1958), Manni Editori (in collaborazione con l’associazione culturale “l’alambicco” di San Cesario) ripropone un grande gioiello della letteratura salentina del Novecento, Secoli tra gli ulivi di Fernando Manno. Un autore e un’opera (introvabile da decenni) straordinari, sconosciuti al grande pubblico ma che hanno influenzato generazioni di intellettuali salentini, citatissimi in ogni occasione in cui si discute della nostra terra, della sua cultura, delle tradizioni, della vera o presunta “salentinità”.
Questa riedizione (affidata ad Antonio Errico che, nel 1985, si era già misurato con questo libro dedicandogli la sua tesi di laurea) ospita un’ampia biografia e un’introduzione critica che ci presenta un intellettuale di levatura nazionale, spesso ai margini dei salotti dell’epoca ma capace di una scrittura che ha nel linguaggio, nella lucidità di analisi e di interpretazione della realtà i motivi principali che rendono questo libro un classico senza tempo.
“Quando uscì – scrive Errico nell’introduzione – sembrava un libro fuori dal tempo. Estraneo alla temperie, alla ricerca letteraria di quella stagione, attardato nelle atmosfere di un buon tempo antico, intrappolato in una condizione di memoria senza futuro. […] Manno voleva un libro che stringesse il tempo dell’anima, sognante e indefinito. Voleva un libro per dire l’incantesimo della fissità che pervade l’aria, per dire che il mutare dei tempi non cambia il sangue”.
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