Ignazio Apolloni, Marrakech

17/10/2006

Marrakech-Parigi, andata e ritorno, di Deborah Pirrera

Dalla versatile penna di Ignazio Apolloni, instancabile autore palermitano, arriva Marrakech, un’altra prova di bella scrittura dopo il recente successo di L’Amour ne passe pas. Questa volta si tratta di un’opera che veste i panni del romanzo ma che non disdegna l’indagine sociologica e a volte storica, lo scavo psicologico e la fiaba intrisa di eros e pathos. A fare da sfondo alla storia di Farah Said e degli uomini in cui si imbatte durante il suo cammino in Marocco e in Europa: mondi diversi descritti con grande impatto pittorico e vivo interesse per l’esotico. L’occasione è ghiotta per mettere due popoli a confronto, il berbero e l’arabo, per parlare di due civiltà che da sempre nell’incontrarsi si scontrano. Quello di Farah Said sarà un viaggio in orizzontale da Marrakech a Parigi e ritorno che spesso sorprenderà la protagonista incredula e stordita da un oriente fatto di lunghi riti per il te e panni da sciacquare al rivolo di un ruscello e un occidente nevrotico e talvolta violento; ma anche e soprattutto un viaggio in verticale: quello che smuove la coscienza quando è toccata dall’amore.

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